Per mia fortuna nella vita non ho avuto delle cose senza prima averle a lungo desiderate ed aspettate, ma una sì: il Presepe.

L’ ho ricevuto prima di avere il tempo di desiderarlo.

Un pomeriggio di inizio dicembre, come oggi, mia mamma è tornata a casa con la sua borsa di rete (come si usava allora) “bernoccoluta” per vari misteriosi pacchetti, di diverse dimensioni.

Inginocchiato su una sedia della cucina , per arrivare con gli occhi a livello del piano del tavolo, guardo pieno di meraviglia sgusciare fuori da quegli involucri di carta di giornale, una dopo l’altra, le statuine di gesso dai vivaci colori: la donna con la lanterna, quella con il fagotto al braccio, quell’altra con la brocca sulla testa, il suonatore di zampogna, il pastore con le sue pecore, il cammello dei re Magi un po’ traballante sulle zampe troppo esili …

Mi sembrano tantissime, più delle dita delle mie piccole mani!

Una però deve essere… sbagliata, perché non riesco a farla stare in piedi.

Mia mamma mi spiega divertita che è un pastorello che dorme, coricato per terra.

Dorme?! Come fa a dormire nella notte in cui è appena nato Gesù, con gli angeli che cantano, la stella cometa che sfavilla, tutto quel via vai rumoroso di persone ed animali intorno alla Capanna?

Il racconto completo è su La Valsusa del 19 dicembre.

Luigi Donetto

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