Già è passato un anno e di nuovo è apparsa un’altra Primavera.

Don Valter Mori certo sapeva la riflessione che la sua assenza avrebbe causato in molti, schivo e ombroso per riserbo se ne è andato quasi volendo sottrarsi al ricordo, ma la sua voce è nelle orecchie di molti di noi.

Un Uomo serio capace di sorridere, con me altri hanno avuto la fortuna di esserne allievo a scuola, di vita, amicizia e di “coro”, possiamo testimoniarlo sincero e buono, dai bei talenti, generoso, molto severo, perché severo lo era prima con se stesso, ha amato la sua Soligo e la città che lo ha visto a lungo operare, creare, “donare”: Susa.

Coltivò l’interesse per il canto, la comunicazione continua, diede importanza al Ricordo del Tempo nel Territorio, della cultura della memoria fuori dalle ideologie.

Articolo completo su La Valsusa del 28 marzo.

Davide Arcieri

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