VAIE – Dopo il Cinipide, ecco arrivare in Valle di Susa il Tarlo Asiatico del Fusto, nome comune dell’insetto Anoplophora glabripennis.

Questa volta il privilegio di dare alloggio all’indesiderato ospite tocca al Comune di Vaie. Proprio nell’area del rinnovato parco giochi comunale è stato visto per la prima volta alla fine del mese di luglio scorso. Un insetto di un paio di centimetri che ha incuriosito un vaiese, il quale fortunatamente ha segnalato il ritrovamento.

Di lì si è mossa tempestivamente la macchina regionale, ed il Comune è dovuto diventare esperto di tarli. Una cosa va subito evidenziata, come conferma il sindaco Enzo Merini: “Questo insetto è molto dannoso per le piante, ma assolutamente non è pericoloso per le persone e gli animali. Non creiamo quindi nessun allarmismo, ma cerchiamo di debellare questo problema che rischia di estendersi oltre i nostri confini. Per fortuna, il pronto intervento di tutte le forze disponibili dovrebbe riuscire a circoscrivere l’areale ed evitare una sua estensione nei comuni limitrofi”.

La macchina operativa non ha perso tempo

Il 27 luglio c’è stata la segnalazione al Settore Fitosanitario della Regione da parte di una cittadina e ai Carabinieri Forestali della stazione di Almese. Già il 30 luglio gli ispettori fitosanitari hanno fatto il primo sopralluogo rilevando la presenza dell’insetto nel suo primo focolaio in Piemonte, dopo che negli anni passati era già stato rilevato in Lombardia, Marche e Veneto. Il 31 luglio si è riunito il gruppo di lavoro a Vaie, ed è stata effettuata la comunicazione ufficiale al Ministero delle Politiche Agricole e alla Commissione Europea. Il 3 agosto c’è stato anche il sopralluogo del professor Roversi del CREA-Dc di Firenze, e già il 2 agosto in orario serale-notturno c’è stato un primo trattamento insetticida che verrà ripetuto giovedì 9 agosto e poi ancora il 20 agosto.

La mattina dell’8 agosto in municipio, a Vaie, il sindaco Enzo Merini e la vicesindaca Elisabetta Serra hanno indetto una conferenza stampa con Pier Mauro Giachino e Paola Gotta, direttore ed ispettore del settore fitosanitario della Regione, e con la presenza dei Carabinieri Forestali di Almese e dei sindaci di Chiusa San Michele Fabrizio Borgesa e di Sant’Antonino Susanna Preacco.

Il tarlo asiatico del fusto, come ipotizza il sindaco Merini, potrebbe essere arrivato a Vaie con gli imballaggi, quando ci sono stati i lavori di ristrutturazione del centro commerciale. Anche perché l’area in cui è stato trovato è a ridosso del supermercato. Potrebbe essere arrivato già 3 anni or sono, e le larve essersi sviluppate solo oggi, con una voracità importante. Come rivelano i tecnici della Regione, ciò che fa ben sperare è che l’insetto quando trova da mangiare non si muove, e al massimo si estende su un’area di 50 metri in un anno. Quindi ad oggi dovrebbe essere circoscritto in questa zona del paese.

I prossimi passi sono quelli di monitorare un’area di 100 metri dalle piante colpite. In autunno saranno completati i controlli, nel raggio di un chilometro rispetto alla zona del focolaio, per giungere quindi all’abbattimento degli alberi con loro cippatura e bruciatura in inceneritore delle ramaglie, al fine di evitare la propagazione delle larve. Per ora il tarlo si sta nutrendo degli aceri del parco giochi e del vale di via Martiri, oltre che di un salice, ma potrebbe colpire altre latifoglie, in quanto ghiotto di betulle, ippocastani, pioppi. È stato anche predisposto l’esame del dna per scoprire l’origine del tarlo, e per verificare se ci sono analogie con gli altri casi italiani.

Sono inoltre state posizionate alcune trappole, e continuerà il monitoraggio visivo. Il sindaco ed i tecnici invitano i cittadini alla collaborazione: “Invitiamo i cittadini ad osservare le loro latifoglie presenti in giardino, o dove si trovano a passeggiare. Se si vede questo insetto, bisogna segnalarlo immediatamente, per evitare che possa diffondersi ulteriormente”. La battaglia è iniziata. Il controllo ed il monitoraggio continueranno per i prossimi 4 anni, come da protocollo europeo.

Luca Giai

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