Ai presbiteri, diaconi, religiosi e religiose
e fedeli laici della diocesi di Susa
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Torino, 12 ottobre 2019

Cari presbiteri, diaconi, religiosi e religiose e fedeli della diocesi di Susa,

in seguito alle dimissioni per raggiunti limiti di età di mons. Alfonso Badini Confalonieri, il Santo Padre mi ha nominato Amministatore apostolico della vostra diocesi, con tutte le facoltà del vescovo diocesano.

Desidero con questa mia lettera salutarvi e assicurarvi che svolgerò il mio ministero ponendomi in stretta continuità con quanto mons. Alfonso ha promosso e avviato in quasi diciannove anni di episcopato. Tutto quanto egli ha stabilito per l’attuale programma pastorale per l’anno 2019-2020 resta il punto di riferimento da porre in atto con impegno da parte mia e di voi tutti. Vi chiedo una preghiera e, insieme, la vostra piena collaborazioneper svolgere al meglio il compito che mi è stato affidato.

La diocesi di Susa ha una lunga storia: dal 1772, quando fu eretta, fino ad oggi ha segnato profondamente le tradizioni non solo religiose della popolazione, ma anche quelle civili. Mantenerle e rinnovarle rappresenta dunque un compito da svolgere insieme, per accoglierne le scelte positive e permanenti nella coscienza e nella memoria della popolazione.

Oggi la Chiesa è fortemente impegnata a promuovere quei traguardi strettamente congiunti e ricordati con particolare forza dalla Evangelii gaudium, l’esortazione apostolica che Papa Francesco ci ha donato: essi sono la sinodalità e la missione. La sinodalità comporta un saper camminare insieme, riuniti attorno a Cristo Signore, ma anche con le necessarie sollecitazioni che ci provengono dal mondo che ci circonda.

La missione ci apre a questo nuovo orizzonte ampio, che investe le nuove Chiese particolari dell’Africa, dell’Asia e del mondo intero, ma vuole altresì operare concretamente nel tessuto dei nostri ambienti di vita, perché la fede in Cristo ritorni ad essere fonte di speranza e di futuro per ogni persona.

È su questi binari convergenti che siamo chiamati a muoverci come Chiesa, aiutandoci tutti – vescovo, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose e laici –, perché nessuno si senta escluso da una responsabilità che riguarda e impegna ogni discepolo del Signore.

Cari amici, nel dirvi queste cose sento nascere in me tanta speranza, anche se so bene quante siano le difficoltà che giorno per giorno assillano sia sul piano spirituale che sociale tante persone e famiglie, particolarmente in questo tempo di difficoltà economiche e spirituali che aggravano la precarietà del lavoro, le incertezze del futuro, le fatiche di molti per situazioni di
malattia e disabilità dei loro congiunti.

Eppure, sono convinto che la Chiesa di Susa, proprio per le sue radici cristiane così forti e tuttora vitali a cui può attingere, deve guardare avanti con fiducia e contribuire al vero progresso spirituale e sociale della gente, promuovendo quella stretta unità tra carità e giustizia a cui ci richiama con forza il Magistero pontificio.

Certo questo sarà possibile, se contribuiremo a sostenere la pastorale vocazionale e a dare vita a una nuova stagione di laici credenti, adulti nella fede e testimoni competenti e coraggiosi del Vangelo anche negli ambiti impervi, ma pur necessari, della politica, della finanza, dell’economia, del mondo del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, che nella Valle di Susa ha una rilevanza particolare e di grande impegno da parte di tutti. Mi auguro che, sostenuti dallo Spirito Santo, possiamo approfondire insieme questi obiettivi, aiutandoci con i rispettivi doni di grazia che ciascuno di noi ha ricevuto e mettendoli a disposizione della comunità.

Affido il mio ministero all’intercessione della Madonna del Rocciamelone, di San Giusto, patrono della diocesi, e del Beato Edoardo Giuseppe Rosaz, vescovo di Susa, molto attivo sul versante della carità e dell’attenzione ai poveri.

Vi benedico di cuore e spero di potervi incontrare al più presto, per conoscerci e lavorare insieme per il bene comune della Chiesa che è in Susa e di tutta la sua popolazione.

Cesare Nosiglia

Arcivescovo di Torino

Amministratore Apostolico di Susa

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