Cultura

In “Anime riflesse” di Gabriella Tessa un gioco di specchi rivela oscuri segreti

Ci sono voluti due anni a Gabriella Tessa, insegnante di Inglese alla scuola media di Coazze, per “sfornare” un nuovo romanzo, dopo “L’ultimo treno della sera”, uscito nell’estate del 2020. È valsa però la pena di attendere: il nuovo libro, “Anime riflesse” (Robin Edizioni, 15 euro), è infatti ben costruito, raffinato nello stile e nella trama.

“Il mio romanzo è il tentativo di partire da tre elementi prevedibili e molto sfruttati dalla letteratura: lo scrittore in crisi creativa, il detective ‘hard boiled’ e la vittima sacrificale (la donna maltrattata, abusata) e provare a scrivere una storia che porti lontano da ciò che il lettore potrebbe aspettarsi — spiega Tessa —. Un incontro fortuito con un gruppo di senzatetto in un giardino pubblico di Torino mi ha poi suggerito il quarto personaggio principale e il tessuto sociale, il binario su cui far viaggiare la trama. Il romanzo diventa infatti un viaggio attraverso un’umanità non bella, non ricca, non eroica, nella quale non ci si riconosce, perché scomoda e ingombrante e lontana dall’immagine che ognuno di noi vorrebbe avere di sé”.

Servizio su La Valsusa del 22 dicembre.

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