Il paragone fra la lotta contro il Coronavirus e una guerra non è campato in aria.

In tempo di pace, gli ospedali italiani (e quelli di gran parte del resto del mondo) non sono mai stati così sotto pressione.

L’unica differenza è che le “truppe inviate al fronte” non vestono la mimetica ma camici e mascherine. Per il resto, tutto è molto simile a una battaglia: talvolta si vince, talaltra si perde e in qualche caso anche i “soldati” cadono, feriti o uccisi dal virus.

In prima linea, su questo strano e terribile fronte, c’è anche l’ospedale di Rivoli e in particolare il reparto di  Rianimazione che, per l’emergenza, ha quadruplicato la sua capienza, passando da 5 a 19 posti letto.

Il reparto è diretto, dallo scorso primo febbraio, dal dottor Michele Grio, 42 anni, che da più di due settimane non prende un giorno di riposo. Siamo riusciti a contattarlo nella mattinata di martedì 24 marzo, poco prima che entrasse in reparto per un nuovo, lunghissimo turno.

L’intervista è su La Valsusa del 26 marzo.

Alberto Tessa

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