Dire che Vivien Allais ha la testa fra le nuvole sin da quando era bambina non significa affermare che non sia una donna sveglia, anzi! È una semplice constatazione… geografica, dato che Vivien, solide origini coazzesi come testimonia il suo cognome “indigeno”, ha sempre sognato di volare e, lottando non poco, quel sogno l’ha conquistato.

Da qualche anno, infatti, è primo ufficiale (quello che noi chiamiamo comunemente “copilota”) per una piccola compagnia aerea italiana e vola sulle lunghe tratte, pilotando gli Airbus A 330, bestioni che pesano oltre 200 tonnellate e che possono trasportare oltre 300 passeggeri dall’altra parte del mondo, senza scalo.

“Non ricordo di avere avuto altri sogni al di fuori di questo — dice Allais — Già quando avevo 5 o 6 anni pensavo a quanto sarebbe stato bello pilotare un aereo; perciò ho puntato da sempre soltanto a quello, perché come dice l’adagio: se sarai riuscito a fare il lavoro che più ti piace, allora ti sembrerà di non avere lavorato una sola ora”.

Ma come si fa a diventare piloti di aerei di linea?

Servizio su La Valsusa del 30 gennaio.

Alberto Tessa

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