Perché non tradurre in un libro tutte le ricette sperimentate durante la quarantena?

Ricette tradizionali ma anche innovative, mettendo da parte, per una volta, i consigli degli chef stellati (e magari pure gli accostamenti più improbabili, come la Nutella con il tonno).

L’idea, semplice ma interessante, è venuta alla dottoressa Daniela Pilan, medico di famiglia sanganese che, sfilati i guanti protettivi, indossa spesso il guantone da forno, aiutata dalle sue due figlie e dal marito.

Proprio Pilan ha spiegato, in un video pubblicato sul suo profilo Facebook, come intende procedere: “Chiedo di inviarmi la ricetta o le ricette alla mail che ho appositamente creato: ricettesolidali@libero.it La ricetta dovrà essere inviata in formato pdf (o, se non si è in grado, va bene anche se è scritta a mano) e dovrà essere corredata con le foto del piatto e da una foto di chi l’ha preparata. Le fotografie dovranno avere una buona risoluzione — spiega Pilan nel suo video — Non si dimentichi, inoltre, di elencare tutti gli ingredienti e il procedimento dettagliato. Nelle mie intenzioni, chi comparirà nel libro dovrebbe acquistarlo e, volendo, potrebbe darmi una mano per venderne altri”.

Le ricette non dovranno in alcun modo essere copiate da libri di cucina già pubblicati (per non violare il diritto d’autore), ma dovranno essere il frutto della propria fantasia o dell’immaginazione delle mamme (o dei papà), delle nonne… Il ricavato andrà interamente in un fondo destinato alle famiglie bisognose di Sangano. Il libro sarà pubblicato da una casa editrice locale.

 

Alberto Tessa

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