Non è cosa da poco arrivare fra i 12 finalisti di un Premio letterario nazionale a cui, generalmente, partecipa circa un migliaio di concorrenti da tutta Italia. Eppure, l’impresa è riuscita alla valgioiese Irene Usseglio, diciannovenne studentessa della quinta B del Liceo scientifico tradizionale dell’Istituto “Pascal” di Giaveno. Su proposta della sua insegnante di Lettere e Latino, la professoressa Stefania Bruno, Irene ha infatti preso parte alla settima edizione del prestigioso Premio “Arte di parole- Gianni Conti”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e organizzato dal Salotto letterario Conti di Sesto Fiorentino, associazione che promuove la lettura e l’interpretazione di testi di narrativa classica e contemporanea, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Il tema dell’edizione di quest’anno riguardava i “Ricordi”, intesi letterariamente, filosoficamente o nelle mille altre sfaccettature offerte alla fantasia umana. Irene, in circa 12mila battute, ha trattato l’argomento in maniera inusuale, attraverso un racconto che richiama, in qualche modo, il mito di Er che si trova alla fine del decimo libro de La Repubblica di Platone. “Ho fantasticato una sorta di ‘Iperuranio’ platonico in cui gli esseri umani, dopo la morte, vengono posti dinanzi ai loro ricordi, belli e brutti, tragici e gradevoli e, in base a essi, ho immaginato di lasciare a quegli stessi esseri umani la scelta se reincarnarsi o meno”, spiega, con competenza, Irene che, con la sua “prof” di Italiano e Latino, si recherà, sabato 5 maggio, a Prato. All’interno del Palazzo Municipale pratese, si svolgerà infatti la cerimonia di premiazione dei 12 finalisti a cui il cantautore Piero Pelù, ex dei Litfiba, consegnerà pergamena e assegno (sono infatti previsti premi in denaro che vanno dai 1200 ai 200 euro ciascuno, in base ai posti occupati in classifica). “Soltanto allora scopriremo se Irene si sarà classificata prima o dodicesima o, ancora, avrà occupato una posizione intermedia — spiega la professoressa Bruno — Comunque vada, è per me un motivo di orgoglio che questa ragazza sia arrivata a toccare una vetta così elevata, anche perché è molto brava nella composizione dei temi e molto attenta alle lezioni di Letteratura”. Stessa soddisfazione che è stata espressa pure dalla dirigente del “Pascal”, professoressa Carmelina Venuti, la quale intende tuttavia sottolineare anche l’importante ruolo nella vicenda avuto dall’insegnante della ragazza: “La professoressa Bruno è una docente appassionata che sa trasmettere ai suoi allievi la passione che prova per le sue materie, ma non è certamente un’eccezione all’interno della nostra scuola. Tutti i nostri docenti lavorano con un metodo straordinario che coinvolge i ragazzi, facendo amare loro argomenti spesso per nulla semplici. Per quanto riguarda Irene, di cui ho letto l’elaborato, spero che si classifichi ai primi posti. Se lo meriterebbe”.

Alberto Tessa

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