Che la battaglia delle chiuse coinvolga moltissime persone è un dato di fatto, peraltro in crescendo negli ultimi anni. Moltissimi gli spettatori che hanno affollato il centro storico di Sant’Ambrogio sabato scorso per assistere alla rappresentazione del celebre scontro fra Franchi e Longobardi.

Moltissimi gli avventori delle quattro taverne (Masche, Braide, Sole e Falconero), ognuna in attesa dei fra 600 e 800 pasti serviti, che pagati con i “balengu” proponevano nomi dalle risonanze medievali: la ghersa del borghigiano, il pasto dell’eremita, il segreto dell’abate, …

Moltissimi anche i santambrogesi impegnati nell’evento in prima persona come volontari. “Ci saranno circa duecento persone solo sui quattro borghi, a cui si aggiunge la sessantina del gruppo teatrale e la cinquantina fra chi si esibisce e i volontari della varie associazioni che operano nell’organizzazione al di fuori dei borghi, vale a dire Pro Loco, protezione civile, eccetera”, dice il vicesindaco Silvano Barella. “Contando che Sant’Ambrogio ha circa quattromila abitanti, si capisce che viaggiamo verso l’uno su dieci impegnato oggi”.

Articolo completo su La Valsusa del 04 luglio 2019.

Paola Bertolotto

© Riproduzione riservata