Sarei dovuta arrivare a Parigi due giorni dopo l’accaduto.

Sarebbe stata la mia prima volta nella capitale del Moulin Rouge, della moda, della Senna e del pain au chocolat.

Lessi la notizia dell’incendio sul treno. Avevo appena finito di consigliare a un mio amico la lettura di Notre Dame de Paris di Victor Hugo, un capolavoro letterario che, insieme a Les miserables, si colloca in cima alla lista dei miei testi preferiti.

Ciò rese ancora più sconvolgente, nella mia mente, la visione della cattedrale decadente.

Prima, incredulità. Dopo, profonda tristezza. Il simbolo della Francia, patrimonio dell’intera umanità, in fiamme sotto gli occhi di tutti.

Articolo completo su La Valsusa del 25 aprile.

Ilaria Genovese

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