In riferimento alla comunicazione dell’Asl To3 che ieri, giovedì 26 marzo, aveva annunciato di avere trovato alcuni locali da destinare all’alloggiamento di tutti quegli operatori sanitari che non vogliono tornare a casa dalle loro famiglie, per il timore di contagiarle, la CGIL della medesima azienda sanitaria ha scritto, in un comunicato, quanto segue:

Questa soluzione era stata auspicata anche dal Sindacato aziendale nei giorni scorsi avendo raccolto l’appello dei lavoratori.

Ovviamente ringraziamo la disponibilità dei soggetti che hanno messo a disposizione le proprie strutture, ma la soluzione trovata dall’Azienda, in collaborazione con le Associazioni di Volontariato del territorio, non è ritenuta idonea a consentire ai lavoratori di effettuare nel periodo di riposo un adeguato recupero psico-fisico.

I lavoratori sono provati da turni di lavoro massacranti con uno sforzo fisico, emotivo e psicologico senza uguali nella loro storia professionale e umana, e pensare di farli dormire su delle brandine da campo, per ripartire il giorno dopo con un nuovo turno massacrante di lavoro, spesso di 12 ore, non è proponibile.

Pertanto, richiede a nome dei lavoratori, di interessare gli albergatori nei pressi degli Ospedali di Rivoli, Pinerolo e Susa affinché mettano a disposizione le loro strutture ricettive per ospitarli a fine turno, consentendo loro idonei momenti di riposo e rigenerazione.

La situazione è del tutto eccezionale, ed eccezionale si ritiene debba essere la risposta delle Istituzioni verso questi professionisti che ce la stanno mettendo tutta per garantire l’assistenza ai pazienti, anche a discapito della loro salute

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