La Città di Giaveno, a meno di clamorose e improbabili sorprese, conferirà la cittadinanza onoraria a Enrico Calamai, da più parti ribattezzato l’ “Oskar Schindler argentino” o lo “Schindler di Buenos Aires”.

Classe 1945, Calamai intraprese la carriera diplomatica all’inizio degli anni Settanta, dopo la laurea in Economia e Commercio.

Nel 1972 fu destinato nella capitale argentina come viceconsole italiano; l’anno successivo, quando il generale Pinochet prese il potere in Cile, destituendo il legittimo Governo di Salvador Allende, si trovava in missione a Santiago e riuscì a fare uscire dal Paese sudamericano 412 persone di origine italiana che si erano rifugiate nella nostra ambasciata.

Negli anni seguenti, dopo essere tornato in Argentina, riuscì a far fuggire centinaia di oppositori al regime, spesso forzando le regole e talvolta mettendo a repentaglio la propria vita.

Calamai era già venuto a Giaveno, contattato da Fabrizio Giai Arcota, all’inizio del 2016, quando incontrò la cittadinanza e gli studenti dell’Istituto Superiore “Pascal”.

Articolo completo su La Valsusa del 7 marzo.

Alberto Tessa

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