Per la maggior parte dei ristoratori e baristi il 23 maggio è stata una data da segnare in rosso sul calendario, simbolo della tanto attesa ripartenza dopo mesi di lockdown.

Mentre molti rappresentanti della categoria erano impegnati in operazioni di sanificazione e messa in sicurezza dei locali, c’era però anche chi tra loro faceva i conti con una realtà ineluttabile: la chiusura definitiva.

È il caso della caffetteria Charlot di corso Torino 62, a Ferriera, punto di ritrovo per residenti e automobilisti di passaggio. A dire il vero già in passato le titolari del locale avevano cercato di vendere l’attività, “liete di cedere la loro bomboniera a chi volesse entrare nel loro meraviglioso mondo”, come si leggeva nell’annuncio.

Un tentativo rimasto a lungo inevaso, al quale avevano fatto seguito dei timidi segnali di ripresa testimoniati dalle foto di brioches e prodotti sapientemente sponsorizzati sui social.

A vanificare ogni sforzo è intervenuta però la pandemia e la chiusura forzata imposta dal governo.

Servizio su La Valsusa del 28 maggio.

Federica Allasia

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