C’è una gara di auto che si corre su ghiaccio, in alta val Chisone, per due appuntamenti di questa specialità, è il campionato “Ice Challenge 2021” e il 13 e 14 febbraio si terranno le gare finali.

Qui molti piloti si misurano, con vetture appositamente preparate, su un tracciato insidioso ma spettacolare.

C’è passione in tutti loro, per le corse, per i motori e per lo spettacolo che restituiscono a chi li segue.

Tante storie si intrecciano in questa occasione, così la curiosità spinge ad analizzare un po’ l’evento e qui iniziano le sorprese e l’interesse cresce.

L’ambiente delle corse automobilistiche è accompagnato da parecchi stereotipi, ma ci sono anche delle felici situazioni in cui si rivelano storie interessanti, che vanno al di là dello sport, mostrano come passione e buone attitudini possono operare insieme, come realtà poco conosciute possono essere rese note ed aiutate, specialmente se parliamo di salute, soprattutto in un periodo come quello attuale caratterizzato da una pandemia.

LA PROTAGONISTA DI QUESTA STORIA SI CHIAMA RACHELE SOMASCHINI

26 anni, pilota ed anche testimonial della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica – Onlus. Rachele è affetta dalla nascita da fibrosi cistica (un’alterazione delle secrezioni di molti organi che, risultando più dense, disidratate e poco fluide, contribuiscono al loro danneggiamento e i più colpiti sono i polmoni), da anni, alla lottaversoquestamalattiagenetica ha affiancato la sua passione per il motorsport, attraverso il quale prova a diffondere la conoscenza della fibrosi cistica e la ricerca di fondi per la ricerca, oltretutto con un progetto da lei creato, #CorrerePerUnRespiro.

Un percorso notevole, un grande impegno e una forte volontà. Una storia che facciamo raccontare da lei, dagli esordi: “Possiamo dire che io ho sempre avuto la passione, dai diciott’anni ho potuto provare ad esordire nei motori a livello professionale, ma ero già sufficientemente attiva per quello che potevo, ad esempio, invece che il motorino io avevo un motard! Sono sempre stata attratta dai motori, quindi quando c’era qualche evento a Monza, che è a due passi da me, andavo ad assistere. Già mio padre correva, quando ero molto piccola e quindi mi ricordo, anche se a tratti. Sono comunque cresciuta in una famiglia di appassionati. Ricordo sempre che con mio padre ci siamo dati il cambio, anzi la prima gara l’abbiamo fatta insieme e poi ho preso il via. Era la coppa Intereuropa a Monza, una gara storica, con una Giulietta sprint nel 2013. Ho fatto la gara e la settimana dopo avevo la maturità, una preparazione perfetta”.

“Da allora – prosegue Rachele Somaschini – ho seguito un po’ tutto quello che mi veniva proposto. Mi sono sempre lanciata, puntata per riuscire”.

Servizio su La Valsusa dell’11 febbraio.

Vito Aloisio

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