“Ci abbiamo sperato e provato fino all’ultimo, ma visto l’attuale innalzamento della curva dei contagi con il conseguente nuovo decreto governativo di Ferragosto, abbiamo deciso di sospendere ed annullare l’edizione 2020 dell’Alta Felicità”.

È con un lungo post pubblicato sui social qualche giorno fa che gli organizzatori di uno degli appuntamenti estivi più attesi dal movimento no Tav hanno messo definitivamente a tacere le voci che si rincorrevano ormai da giorni.

Una scelta che gli attivisti dichiarano di non aver preso a cuor leggero, “dettata innanzitutto dal senso di autotutela e di responsabilità” di cui da sempre si dichiarano portatori.

“L’Alta Felicità non è stato e non sarà mai un Festival come gli altri. Fin dalla sua prima edizione, al centro di tutto abbiamo messo alcuni valori non negoziabili, a partire da quelli dall’accoglienza e dall’inclusività, proponendo una serie infinita di concerti, dibattiti ed iniziative a titolo gratuito ed accessibili a tutti, giovani e “diversamente” giovani.

Lasciare indietro qualcuno (anzi tantissimi, viste le adesioni pervenute via social) per mettere in pratica una versione del Festival “compatibile” con normative adeguate ai protocolli anti-Covid (prenotazioni, accessi contingentati, dispositivi di protezione individuali, distanziamento fisico ecc.ecc.) sarebbe stata una scelta troppo dolorosa da prendere”.

Servizio su La Valsusa del 27 agosto.

Federica Allasia

© Riproduzione riservata