Dopo aver girato e raccontato, a causa delle restrizioni, le strade e i sentieri che potevo raggiungere a piedi da casa, ho pensato di accompagnarvi in un lungo giro tra il Piemonte e la Lombardia, per onorare la riapertura delle frontiere comunali e, presto, anche di quelle regionali.

Iniziando con la pagina di oggi e per una decina di puntate sparse, vi parlerò del mio ultimo libro, il Devoto Cammino dei Sacri Monti. Scritto con Renata Lodari, è uscito timidamente in piena pandemia ed è stato pubblicato a fine 2020 per la National Geographic.

Vi invito a seguirmi in questo viaggio virtuale, nella speranza di poterlo

fare dal vero quanto prima, per un momento di sollievo e sarebbe bello – per grazia ricevuta.

Franco Grosso

Un cammino di cammini

Il Devoto Cammino dei Sacri Monti, nel percorso dal Sacro Monte Calvario di Domodossola al Sacro Monte di Ossuccio sul Lago di Como, si sviluppa per 700 km percorribili in 30 tappe.

E’ certamente, al mondo, il cammino che tocca il maggior numero di siti Unesco, grazie alla presenza dei nove Sacri Monti, delle due aree archeopalafitticole di Arona e di Viverone, delle Residenze Sabaude di Torino, delle Langhe e Monferrato e della città di Ivrea.

Si tratta di un percorso che unisce diversi cammini esistenti dell’area piemontese e lombarda, a cominciare dal Cammino di San Bernardo da Domodossola al Lago d’Orta, per continuare con il Cammino di San Carlo verso Varallo, Oropa e Ivrea. Trova poi il cammino da Superga a Crea sulle colline del Monferrato, il Cammino Eusebiano da Crea a Vercelli, per poi ripercorrere il Cammino di San Bernardo nel tratto da Novara a Orta.

Dopo aver ritrovato il Cammino di San Carlo da Orta ad Arona, il Devoto Cammino propone un nuovo ed entusiasmante percorso sulla sponda occidentale del Lago Maggiore, al quale è stato dato il nome di Cammino Borromeo. Con le sue quattro tappe, da Arona si può raggiungere il complesso devozionale della Madonna del Sasso a Locarno, in Canton Ticino.

Collegamenti internazionali Le ultime tre tappe del Devoto Cammino si trovano in Lombardia, raggiunta a Laveno Mombello con la traversata in battello da Verbania. Toccano prima il Sacro Monte di Varese e poi quello di Ossuccio sul Lago di Como, il più orientale dei nove grandi complessi devozionali diventati Patrimonio dell’Umanità nel 2003. Quest’ultima tappa percorre l’antica Via Regina, che da Como, risalendo la sponda occidentale del suo lago, portava verso la Svizzera.

Nel suo percorso, il Devoto Cammino interseca e si collega con le principali direttrici storiche europee, oggi riscoperte dalla mobilità lenta. In Piemonte trova subito la Via Francisca Novarese che scende dal Sempione verso Novara e poi incrocia più volte la Via Francigena, prima a Ivrea nel suo ramo in arrivo dal Gran San Bernardo, poi a Torino per la Via Francigena del Moncenisio e infine a Vercelli.

Nel breve tratto lombardo,

il Devoto Cammino incontra al Sacro Monte di Varese la Via Francisca del Lucomagno, in arrivo dalla Svizzera e poi a Como la Via Francigena Renana che dallo Spluga e dal Lago di Como scende fino a Milano e oltre.

Gérard, il devoto testimone La dimostrazione del suo valore europeo è stata data dal primo pellegrino che ha percorso interamente questo itinerario. E’ successo nella primavera del 2019, per merito di Gérard Chretien. Questo signore francese di 66 anni, abitante a Reims, mi scrisse allora per chiedermi notizie di questo percorso, che avevo appena tracciato su invito dell’Ente di gestione dei Sacri Monti piemontesi.

Partito a piedi da casa sua ad aprile e giunto il 23 maggio al Calvario di Domodossola, passando per un Sempione ancora innevato, ci siamo trovati in quel Sacro Monte e poi in quasi tutti gli altri, camminando insieme per molti tratti.

In questo modo Gérard è diventato un prezioso testimone del Devoto Cammino e nel libro ho raccolto le sue impressioni fino all’ultima salita al Sacro Monte di Ossuccio, lunedì 17 giugno 2019, dove ha concluso la sua fatica dopo 1387 chilometri percorsi in 57 giorni.

Nove macro-tappe per 703 km. Per facilitare la comprensione del percorso, nel volume sono state chiamate “macro-tappe” le tratte di cammino tra un Sacro Monte e l’altro. Per cui, tra i nove complessi devozionali corrono otto macro-tappe, più una nona da Ghiffa alla Madonna del Sasso di Locarno, il bellissimo santuario ticinese non entrato a suo tempo nel riconoscimento Unesco.

Renata Lodari è stata per anni docente alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino ed è una conosciuta progettista di giardini, ideatrice e curatrice di programmi culturali sul tema del paesaggio e del giardino storico. E’ stata presidente, fino al 2019, dell’Ente dei Sacri Monti piemontesi e in quella veste mi aveva chiesto di studiare un percorso che li collegasse tra di loro. Nel volume del Devoto Cammino ha descritto con particolare competenza e conoscenza tutti i complessi devozionali, sia per la loro storia che per i contenuti architettonici e artistici. Quello che leggerete di seguito è appunto una sintesi di quelle sue pagine.

Il Sacro Monte Calvario

Un percorso di un paio di chilometri, scandito dalle prime sette cappelle della Via Crucis, unisce il centro di Domodossola con il Sacro Monte costruito sul colle Mattarella. L’avvio della costruzione, ideata dai padri cappuccini Gioacchino da Cassano e Andrea da Rho, risale al 1656. Su di un progetto di Giovanni Matteo Capis e con il contributo delle comunità ossolane in denaro e in opera, si inizia subito la realizzazione del Sacro Monte. Sul punto culminante viene costruito, ancora nel XVII secolo, il Santuario del Crocifisso, nel cui complesso sono comprese due importanti cappelle: la XII “Gesù spira sulla croce” e la XIII “La Deposizione”. Tra gli artisti di questo primo periodo, predominante è l’opera del lombardo Dionigi Bussola. Altre cappelle lungo il percorso e sul colle sono state realizzate nei periodi successivi e al tempo delle soppressioni napoleoniche di inizio Ottocento. L’arrivo nel 1828 di Antonio Rosmini determinerà un nuovo slancio per la ripresa dei lavori che andranno a completare l’opera, oggi costituita da quindici cappelle. Al Sacro Monte si conserva ancora la ”cella” dove abitò il Beato Rosmini, cercando di mantenerla il più possibile identica ad allora. Oggi il Calvario ha ora un giovane rettore di origine biellese, il rosminiano don Michele Botto Steglia.

PROSSIMA PUNTATA

Dal Calvario di Domodossola parte la macro-tappa n. 1, lunga 76 chilometri, che raggiunge il Sacro Monte di Varallo, con una possibile divisione in 4 tappe: Vogogna, Gravellona Toce, Pella, Varallo. Il volume “Il Devoto Cammino dei Sacri Monti”, ediz. National Geographic/ Libreria Geografica si può trovare nelle librerie, o potete richiederlo a francogrosso. studio@gmail.com

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