L’8 dicembre 1943 le bande di Carli e Fontan si ritrovano ai Martinetti e di qui salgono alla Garda per prestare giuramento di lotta senza tregua e con tutte le forze contro i nemici interni ed esterni della Patria.

Destino vuole che lo stesso 8 dicembre a Monte Lungo, presso Cassino, il risorto Esercito Italiano con il 1° Raggruppamento Motorizzato abbia il battesimo del fuoco.

E tra quei militari c’è il fratello di Carlo Carli, Mario. Alla Garda c’era anche il maggiore Valle, Egidio Liberti di Milano, ex ufficiale dell’aeronautica, generale della Nato a Parigi, in una delle pochissime volte in cui presenziò ad una manifestazione partigiana in Valle di Susa, perché troppo identificabile.  Ma alla Garda volle esserci, nonostante fosse appena scampato all’agguato di Caprie in cui morirono Cima, Albertazzi e Altieri.

E alla Garda c’era anche il tenente Giancarlo Ratti, delegato dal padre, generale Vittorio Ratti esponente del primo Comando unificato delle bande piemontesi.

E anche Paolo Gobetti, figlio dell’antifascista Piero. C’erano l’ingegner Sergio Bellone, Cichin Danusso, Lurenz del Lago, il futuro sindaco di Bussoleno Pietro Ravetto, Rinaldo Bellando, Stanco Zgrablich, Angelo Ceronetti, Bruno Zevi, Mario Bar, Cesare Bellone, i fratelli Adolfo e Giordano Velino, Giordano Durandetto, Fulvio Davì, Luigi Porti­gliatti, Giulietto Boulanger, Andrein Bar dei Martinetti, Pierin Traversa dla Balma, Carlo Blandino, Teresio Bar dei Martinetti, Toio Bellone dei Viglietti, Curdlot di Bussoleno, Renato Cotti, Natale Bellone, Pompeo Bergamaschi Sereno. E c’era Ugo Berga.

Don Francesco Foglia, parroco del Moncenisio, celebrò la messa al campo assistito da Bruno Vota, laico impegnato nell’Azione Cattolica. Alfiere, con la bandiera di casa Carli issata il 24 maggio 1915 a Modane quando l’Italia entrò in guerra contro l’Austria e la Germania, fu Carlo Perono con al fianco Walter Fontan e Nino Rulfo, giovane operaio comunista di Borgo San Paolo a Torino che nel settembre 1943 raggiunse la montagna di San Giorio con mamma Clementina.

E sul costone di fronte al prato del Giura­mento, i ragazzi della Garda come Delfa Ala e Emilio Pognante.

A cerimonia avvenuta, dopo aver mangiato pane e formaggio e lardo ed gli gnocchi di mamma Carli, arrivarono da Novi Ligure in borghese, con la valigia in mano con dentro le prime tute mimetiche viste in valle e due moschetti 32, Stelio Arcanone e Sergio Alberti.

Quell’8 dicembre partì ufficialmente la Resistenza in Valle di Susa.

Luca Giai

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