Anche se la Parigi- Dakar non si chiama più così, anche se la gara non parte più dalla capitale francese e non arriva più in Senegal, la Dakar mantiene inalterati il suo fascino e il suo potenziale attrattivo nei confronti di quanti vogliono misurarsi principalmente con sé stessi e poi con la natura.

L’edizione 2020 si è svolta interamente in Arabia Saudita, in mezzo a un deserto che, inaspettatamente, si è presentato piuttosto “freschino”, e ha coinvolto 550 partecipanti di decine di nazionalità diverse che, in moto, auto o camion, hanno percorso, dal 5 al 17 gennaio, circa 8mila chilometri sulla sabbia, affrontando dune che hanno preteso un tributo di sangue: la vita di un motociclista portoghese, Paulo Gonçales.

Zacchetti

Cesare Zacchetti affronta il deserto dell’Arabia Saudita nella Dakar 2020

Fra loro, in sella alla sua Ktm 450 tabUi, c’era anche il giavenese Cesare Zacchetti, classe 1969, titolare del negozio di abbigliamento Tob, all’angolo fra via Torino e via San Michele.

Zacchetti era alla sua seconda Dakar: nella prima (nel 2015, in Sud America) Cesare si era dovuto ritirare, perché la sua moto aveva preso fuoco, lasciandolo a piedi alle pendici delle Ande.

Servizio su La Valsusa del 23 gennaio.

Alberto Tessa

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