Certe volte una terra, un popolo, una storia millenaria, si possono conoscere anche solo guardando una fotografia.

Bisogna però che quell’immagine parli, trasmetta qualcosa di forte, di significativo, che restituisca un’essenza, che crei un collegamento tra ciò che rappresenta sulla carta (o sullo schermo del pc o di altri supporti di cui oggi disponiamo), e l’occhio ed il cuore di chi la osserva.

Così è per le fotografie scattate in tutta una vita (purtroppo breve, chiusasi poco tempo fa ad appena 69 anni…), da Carlo Ravetto, maestro di scuola, attore, musicista, appassionato di storia e tradizioni locali, amante dello sport, perennemente innamorato della libertà e naturalmente anche cacciatore d’immagini.

Carlo attraverso la sua arte ha raccontato la Valle di Susa con spirito montanaro, (ma non chiuso, se mai apertissimo, ed anche schietto ed ironico), ha raccolto la bellezza della natura nell’avvicendarsi delle stagioni, gli usi ed i costumi tramandati di generazione in generazione così come le feste più nuove, le gesta ma soprattutto la fatica e la passione degli atleti di tante discipline differenti, dal calcio allo sledog, e poi ha documentato l’espressione artistica delle compagnie teatrali locali, ovviamente con foto capaci di restituire personaggi ed interpreti nella loro luce più vera, ed ha seguito con adesione, semplicità, coraggio ed originalità, tutte le evoluzioni del movimento No Tav, a partire dal suo sorgere.

Articolo completo su La Valsusa del primo agosto (all’interno dello Speciale Estate).

Giorgio Brezzo

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