La Via Crucis affonda le sue radici in un passato in cui storia e leggenda si intrecciano. Alcune tradizioni la collegano ai monaci della Certosa di Montebenedetto.
Le ricostruzioni più attendibili la riportano però al XVII secolo, quando i Conti Carroccio, ispirandosi alla Via Crucis di Torino, ne promossero la diffusione nel paese.
Le ricerche di Luigi Martoia, autore di Storia di Villar Focchiardo, e quelle di Virginio Ilotti, studioso della lingua piemontese e del patois “a la moda du Vilè”, indicano che furono proprio i Carroccio a imprimere la svolta decisiva.
Servizio su La Valsusa del 2 aprile.
Claudio Giovale
















