Secondo l’Amministrazione comunale aviglianese, durante lo scorso fine settimane si sono susseguite notizie inesatte sulla balneabilità dei laghi di Avigliana  che hanno innescato un dibattito a tratti non pienamente consapevole.

«Occorre distinguere – spiega l’assessora all’Ambiente Fiorenza Arisio – tra la balneabilità del Lago Grande e quella del Lago Piccolo. Per quest’ultimo nulla cambia rispetto al passato. La balneabilità infatti era già stata vietata fin dalla costituzione del Parco dei laghi di Avigliana. Ultimamente si è resa necessaria l’emanazione di una nuova ordinanza anche in relazione ai rilievi effettuati recentemente da Goletta Verde. L’inquinamento del Piccolo è sostanzialmente dovuto all’irrigazione con fertilizzanti delle torbiere di Trana.

Alcuni canali di affluenza (dove peraltro sono stati effettuati i rilievi) trasportano le sostanze fertilizzanti provenienti dai campi. Nonostante la presenza di cartelli indicanti il divieto è stata predisposta la realizzazione di ulteriore cartellonistica in quattro lingue, oltre a quella italiana. A sorvegliare sull’ottemperanza saranno le guardia parco. La sanzione per la violazione è di 50 euro».

Con riferimento al Lago Grande occorre precisare che come ogni estate, Arpa continua il monitoraggio dei laghi di Avigliana soprattutto per tenere sotto controllo la balneabilità delle sue acque. La scorsa settimana i prelievi nel Lago Grande hanno evidenziato uno sforamento dei limiti di allerta intermedia per quel che riguarda i cianobatteri del genere Alphanocapsa, collegati all’eutrofizzazione delle acque, per un naturale processo di decomposizione delle alghe accelerato dalle alte temperature.

Benché dai rilievi sia risultato che la concentrazione di cianobatteri nelle acque sia ancora nei limiti consentiti, prima di dover dichiarare la non balneabilità, Arpa ha segnalato che l’attività di balneazione in queste condizioni potrebbe causare, soprattutto nei soggetti più delicati, irritazioni cutanee o gastrointestinali reversibili (soprattutto in condizioni di aerosol determinate dal vento o dalla pratica di sport acquatici), oppure creare qualche problema agli animali domestici che bevono l’acqua del lago o si leccano il pelo dopo essersi bagnati.

«I cartelli di avviso – continua l’assessora Arisio –, posizionati lungo le sponde del Lago Grande, non precludono in assoluto la balneazione ma la sconsigliano per un principio di precauzione, soprattutto perché i soggetti più sensibili potrebbero avere alcuni sintomi benché reversibili. Non appena Arpa effettuerà i prossimi rilievi, se, come speriamo, la situazione dovesse rientrare nei limiti, i cartelli saranno rimossi. In caso contrario, potrebbe invece essere emessa un’ordinanza di non balneazione (questo solo nel caso i valori delle microcistine dovessero superare i 25 mcg/l).

In conclusione i nostri due laghi continuano a rappresentare un’importante risorsa del nostro territorio, ma il loro utilizzo non può non considerare il contesto naturale nel quale sono inseriti e dunque le variabili connesse e soprattutto la tutela della salute delle persone».

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