“Papà mi porti sulla luna?”. E la domanda di una bambina, rievocata da Massimo Gramellini sugli schermi televisivi di Rai 3, sabato 22 dicembre, durante il programma “Le Parole della Settimana“. “Questa bambina è diventata grande senza mai cambiare il suo sogno”. Lei si chiama Linda Raimondo, è di Almese e, per dirla con Ennio Flaiano, ha sempre mantenuto i piedi saldamente appoggiati sulle nuvole.

Le domande della piccola sono insistenti: “Quante sono le stelle? Perché non cadono giù? Mi portate sulla luna”. Un giorno il padre si stanca e sbotta: “Senti, sulla luna è impossibile andarci”. La bimba scoppia a piangere.

Il tempo passa. Linda diventa grande e scopre Margherita Hack, legge i suoi libri, le sue interviste. Riesce a contattarla e le chiede se ogni tanto può chiacchierare con lei su Skype. Poi conosce un altro mito: Samantha Cristoforetti. Capisce se se qualcuno ce l’ha fatta a diventare astronauta può farcela anche lei. Si mette a studiare l’inglese e il russo, partecipa a conferenze e, nel tempo libero, fa volontariato in ospedale dove va a raccontare ai piccoli ricoverati com’è fatto l’universo.

Dopo il Liceo Linda si iscrive a Fisica e ora, all’età di 19 anni, ha vinto il premio Space Exploration Master dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea . Linda è stata chiamata in Alabama per contribuire alla ricerca sulle navicelle spaziali e addestrarsi da astronauta.

In clima natalizio la domanda di Gramellini a Linda non può che essere “una lezione di 30 secondi sulla Stella Cometa“. Lei non si fa pregare e smentisce che “la cometa sia una vera e propria stella.

È semplicemente un corpo celeste fatto di gas e polveri che si trova in una zona molto lontana dal sistema solare che ogni tanto percorre un’orbita, di avvicina al sole e il calore fa sì che i gas e tutto ciò che compone la cometa inizi a sciogliersi rendendo visibile ai nostri occhi la bellissima coda e la bellissima chioma luminosa”.

Di Linda Raimondo, in queste settimane, si è occupato anche L’Espresso del 23 dicembre, inserendola nella “meglio gioventù di questo Paese, insieme a nomi come quelli di Antonio Megalizzi, il ventottenne giornalista di Europhonica ucciso da un terrorista l’11 dicembre a Strasburgo, e della stella della pallavolo azzurra Paola Egonu, della cooperante milanese Silvia Romano rapita il 20 novembre in Kenya e di Emma Gatti, laurea alla Bicocca master a Cambridge, geochimica e vulcanologa.

Una meglio gioventù contrapposta a quelle che vengono definite le “non persone dell’anno”, espressione della peggio politica incompetente, incapace e arrogante. Fatti e riferimenti a persone reali sono puramente voluti.

Bruno Andolfatto

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