Come ogni mese, proponiamo una riflessione dei nostri amici ospiti ed educatori della comunità- alloggio “Il Colibrì” di Sangano

“A volte penso che qualcuno lassù abbia voluto salvarmi dall’essere ordinario”. Così parlava Michel Petrucciani.

Petrucciani fu un famoso pianista jazz affetto da una malattia genetica chiamata osteogenesi imperfetta, nota anche come “sindrome delle ossa di cristallo”. Non raggiungeva il metro di statura e aveva un aspetto goffo e sgraziato. Tuttavia, questo suo deficit non gli impedì di esprimere il suo talento unico e di raggiungere i massimi livelli nel suo campo. A noi viene insegnato ad ammirare persone come lui che hanno lottato contro mille limitazioni e nonostante tutto ce l’hanno fatta. Però non sempre è così. Molto spesso guardiamo con diffidenza ciò che esce dagli schemi. Guardiamo le cose con superficialità, ci fermiamo alle apparenze. Appiccichiamo un’etichetta e rivolgiamo il nostro sguardo verso ciò che è più familiare, che ci fa sentire al sicuro dentro la nostra zona di comfort. Insomma, ciò che esce dall’ordinario non sempre viene visto con favore.

Ordinario è ciò che sta nella norma, ciò che viene considerato normale e quindi comunemente accettato. Ordinarie sono le nostre vite scandite dai ritmi regolari della quotidianità, talvolta imprigionate in una frenetica routine che ci impedisce  di goderci le giornate che scorrono via veloci. Sempre impegnati a correre dietro un nuovo obiettivo da raggiungere, una nuova cosa da fare, sempre alla ricerca di quella felicità che a volte ci sembra di aver raggiunto per poi sfuggirci improvvisamente dalle mani. Si potrebbe pensare che la nostra normalità ad un osservatore esterno potrebbe quasi sembrare folle.  Una normalità usata come scudo per proteggerci da ciò che è diverso, e quindi ci fa paura. Una normalità vista come modello di perfezione a cui ambire: la casa perfetta, la famiglia perfetta, il look perfetto. Una normalità imposta come modello sociale. Una normalità rappresentata alla tv e sui giornali patinati che ben poco ha di normale.

Beh, noi al Colibrì non siamo tanto normali. Eppure, le nostre imperfezioni sono perfettamente nella norma: siamo perfettamente anormali! Abbiamo pregi e difetti come tutti quanti. Abbiamo sogni e desideri. Abbiamo emozioni e affetti. Ridiamo e piangiamo. Stiamo in compagnia e litighiamo. Tutto quello che fate anche voi, insomma, ma siamo un po’ meno normali di voi. Come il signor Petrucciani. Eppure, come disse lui dall’alto del suo metro di statura: “Le persone non capiscono che non è necessario essere alti 1,80 m per essere umani. Quello che conta è ciò che c’è nella testa e nel corpo. E soprattutto nella propria anima.” E, aggiungiamo noi, anche ciò che c’è nel proprio cuore. Quindi vi invitiamo ad avvicinare l’orecchio e ad ascoltare il battito del Colibrì. Per qualcuno, forse, sarà una sorpresa scoprire che batte un ritmo regolare, proprio come il vostro…bum bum…bum bum…bum bum…Almeno in questo, anche noi, siamo perfettamente normali.

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