Il successo di un artista si misura molto spesso anche attraverso il numero di falsi in circolazione.

Nel caso del giavenese Antonio Nunziante, le opere a lui falsamente attribuite per scopi truffaldini finora scoperte, in oltre 40 anni di carriera, sono circa una quarantina, un vero record di cui il Maestro farebbe però volentieri a meno. Si tratta tuttavia di un numero destinato in breve tempo ad aumentare, visto il sequestro di quadri (falsi e autentici) che il Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Cosenza ha effettuato nelle scorse settimane.

“Il modus operandi finalizzato alla truffa messo in atto da alcune gallerie d’arte è davvero luciferino — spiega il Maestro Nunziante — In particolare, in questo periodo in cui si crede, del tutto irragionevolmente, che il mercato dell’Arte sia in crisi, i profittatori spuntano come funghi”.

Ma come operano nel concreto costoro? “Facendo credere a ingenui collezionisti o aspiranti tali che gli artisti siano alla fame e che stiano svendendo le loro opere, a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Quadri realizzati su commissione da falsari più o meno bravi che, se fossero autentici, varrebbero qualche decina di migliaia di euro, vengono proposti a due- tremila euro; prezzi stracciati che possono far gola a molti interessati”.

Servizio su La Valsusa dell’11 giugno.

Alberto Tessa

Nella foto: Antonio Nunziante nel suo studio con uno dei quadri attribuiti falsamente a lui

© Riproduzione riservata