SANT’ANTONINO – Un dono di benevolenza per carnevale: è l’ultima idea di Roberto Messineo della torrefazione Caffè San Domenico di Sant’Antonino.

In occasione del carnevale, Messineo ha deciso di riprendere l’antica tradizione torinese delle caramelle.

Il tutto per tornare a strappare un sorriso come conferma Messineo: “In tempi normali questo è sicuramente il periodo più allegro dell’anno, ma oggi il Covid c i ha rubato il piacere di sorridere. Ecco allora che ci è venuto in mente di trovare il modo di strappare un sorriso che il momento del carnevale merita. Ho in questo modo unito due mie grandi passioni, oltre ovviamente al caffè, che sono le caramelle e le maschere di carnevale. Di qui l’idea di offrire ai clienti che sono sempre anche amici un qualcosa che faccia sorridere per un attimo e allontani il concetto di tristezza che il Covid ci ha portato”.

Ecco allora l’idea della caramella, unita al tradizionale fischietto carnevalesco e ai coriandoli e alle stelle filanti.

Messineo la illustra facendo un po’ di storia della caramella italiana: “La caramella è Torino. Qui infatti a fine 800 il pasticcere De Costa che era a servizio della corte reale, inventò la prima caramella al mondo a impasto duro. La prima caramella è quindi la Gianduia e quell’impasto è poi stato copiato in tutto il mondo. Una caramella piatta, derivazione del lecca lecca, che fosse possibile lanciare dai carri senza il bastoncino. Un impasto calibrato di aromi, glucosio e zuccheri. E in tutto il mondo si diffuse l’impasto Torino. Un prodotto inizialmente solo per l’aristocrazia e la borghesia, una sciccheria di pralineria. Tutto partì di lì, poi sono arrivate le latte e menta della Caffarel, le caramelle di Stratta, le violette della Leone e le caramelle Torino sono state le star delle fiere internazionali e degli expo. Ulteriore passaggio le caramelle in cartate a elica e a cestino. Quelli furono gli anni dell’epopea degli artigiani della pralineria e furono anche gli anni in cui con le caramelle la borghesia si dava un tocco chic e le vetrine delle grandi pasticcerie torinesi a carnevale si vestivano di caramelle per annunciare che il tempo delle feste in maschera era iniziato. Oggi la tradizione delle caramelle continua, ma su scala industriale e non ci sono più le vetrine con le caramelle ad annunciare il carnevale”.

Ma Roberto Messineo per la sua idea di carnevale voleva la vera caramella storica Torino Gianduia: “Volevo qualcosa si unico, che sposasse caffè e tradizione della caramella. Sono quindi andato a Saint Vincent dall’amico maestro Mauro Morandin, uno degli artigiani della pasticceria più famosi al mondo e assieme abbiamo fatto a mano la caramella Gianduia al caffè che è la prima al mondo. Il maestro Morandin ha creato per la San Domenico un impasto della tradizione a base di caffè e solo dopo giorni di prove difficili per via del grano di caffè che ritarda la caramellizzazione siamo riusciti a produrre una caramella che è unica al mondo e guardandola in controluce mette in mostra i grani di caffè nell’impasto. Ringrazio il maestro Morandin che con la follia di un bambino e l’ingegno di un grande artigiano ha permesso di sviluppare il primo impasto al caffè su caramella gianduia”.

Messineo nella sua torrefazione ha poi confezionato ad una ad una le caramelle e le ha messe in scatola con coriandoli, stelle filanti ed un biglietti no di auguri, per poi mandarli a tutti i suoi clienti sparsi per l’Italia. Un piccolo dono per strappare un sorriso in un momento così difficile.

Luca Giai

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