Come ogni anno, proponiamo qualche racconto a tema natalizio curato da alcuni autori valsangonesi. Quello che presentiamo qui sotto è stato scritto dal tranese Sergio Vigna.

Buona lettura!

Nella cappella dedicata a San Sebastiano in quel di Giaveno, è raffigurata, in un affresco del ‘400, una Madonna con in grembo il bambino Gesù che mangia con golosità delle ciliegie. I critici d’arte hanno dato varie interpretazioni sul significato di questa rara raffigurazione dipinta dai Serra di Pinerolo, ma forse sarebbe bene aggiungerne un’altra, sicuramente meno prestigiosa, ma più suggestiva e…miracolosa!

«Il nostro Gesù succhia pochissimo latte e di malavoglia» dice preoccupata Maria rivolgendosi al marito.

«Non ti devi allarmare, vedrai che nei prossimi giorni sarà lui a piangere per averne di più» Giuseppe cerca di tranquillizzarla, ma anche lui sì è accorto che il piccolo mangia poco.

I giorni passano e la stalla è una processione continua di pastori e contadini che vogliono vedere quel bambino che i sapienti indicano come il Salvatore. In poco tempo si accumulano all’interno, formaggi, latte, uova e carne cotta di montone.

«Troppo cibo, ringraziali ma digli di non portarne più, andrà sprecato mentre loro resteranno senza» reclama addolorata Maria, pensando alla povertà di quella gente.

«L’ho fatto, ma non vogliono sentire e ne donano sempre di più» risponde rassegnato Giuseppe.

«Magari Gesù potesse già masticare, con tanta varietà gli verrebbe di certo l’appetito» commenta sconsolata Maria mentre un fanciullo lacero e sporco si avvicina con un piccolo cesto in mano.

«Un ricco mercante venuto dall’oriente mi ha ordinato di dare questi rari frutti per il tuo bambino» balbetta confuso il fanciullo porgendo il cesto a Maria che lo mette a fianco di Gesù.

«Che frutti strani, così piccoli e rossi! Chissà cosa sono, non li ho mai visti. Ringrazia il tuo mercante, ma il mio bimbo è troppo piccolo, si ciba solo di latte» dice Maria pensando che anche di quello Gesù ne prende poco.

Il fanciullo è curioso e prima di uscire si avvicina alla mangiatoia per ammirare il bimbo che tutti stanno venerando. All’improvviso Gesù allunga le mani verso il cestino con le ciliegie. Maria vede e d’istinto prende in braccio il figlio e glielo porge convinta voglia giocare con le palline rosse, invece Gesù, con incredibile forza, prende il cesto e, contento, inizia a gustare quel frutto sconosciuto.

Maria è allibita, ma vedendolo mangiare di gusto lo lascia fare. Lei sa che il suo Gesù non è come tutti gli altri, che dovrà abituarsi ad eventi miracolosi e soffrire per lui. Il rosso sangue che gocciola dalla polpa del misterioso frutto lo percepisce come un macabro futuro, ma felice di vedere finalmente il suo bimbo mangiare, scaccia con un timido sorriso l’inquietante presagio.

 

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