Cultura

Le mille vite del garibaldino valsusino Biagio Rumiano

Ogni sala del Museo civico archeologico del Castello di Adelaide di Susa  è un “piccolo mondo antico”, dove senti che la storia non è lontana, non è un concetto astratto: è lì, a pochi centimetri da te, nelle teche, negli oggetti, nei materiali che hanno attraversato i secoli. Davanti alla camicia rossa di Biagio Rumiano, il tempo sembra fermarsi e la mente vola.

Vola alla primavera del 1855, quando si arruolò volontario nel Corpo sanitario dell’Esercito Sardo‑Piemontese e partì il 25 aprile da Genova come medico per la guerra di Crimea, al fianco di Francia, Inghilterra e Impero Ottomano. L’8 maggio 1855 sbarcò a Balaklava e dovette affrontare subito il colera, che imperversava tra le truppe alleate. Oltre 2000 militari sardo‑piemontesi morirono a causa dell’epidemia, tra cui il generale Alessandro La Marmora. 

Rumiano prese parte, il 16 agosto, alla battaglia della Cernaia, combattendo contro l’esercito russo dello zar Alessandro II.

Servizio su La Valsusa del 23 luglio.

Claudio Giovale

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