Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato ieri il progetto che vede la Regione stessa come prima in Italia a intraprendere un’attività per “rendere le sue montagne Covid-free”, tramite la vaccinazione di tutti coloro che vivono e lavorano nei Comuni montani che presentano presidi sanitari minimi, cioè hanno difficoltà nell’accesso ai medesimi.

La possibilità si è creata a seguito della posizione presa dal Governo nei confronti delle isole che chiedevano di diventare covid-free in base alla valutazione di tipo sanitario, cioè di difficoltà nei collegamenti con i presidi sanitari. Così in Italia si è aperto a questa possibilità, ha spiegato Cirio, perché questo è un problema che vivono anche i paesi di montagna che vivono una situazione di marginalità assimilabile. Così è stata segnalata la posizione della Regione al Governo, il DIRMEI ha accolto la richiesta ed è partita la proposta, che rientra nelle condizioni della circolare del5maggiotrasmessa alla conferenza delle Regioni dal gen. Figliuolo, commissario straordinario dell’emergenza Covid.

Quindi si è iniziata a programmare l’attività, il cui inizio è previsto già per il 21 maggio ad Alagna, per poi essere seguito dagli altri Comuni con presidi sanitari minimi, fissati nella fascia gialla, che sono in tutto 218, per una popolazione vaccinabile calcolata in oltre 71.000unità,cuisarannoda aggiungere le persone che lavorano in questi Comuni, che potranno anch’esse essere vaccinate.

Buona parte della comunicazione ai cittadini verrà fatta dai Comuni e in parte anche dall’ASL.

Come detto, per stabilire quali Comuni avessero le criticità, sono state determinate due fasce, GIALLA, che indica i Comuni che verranno vaccinati con PRIORITA’ ALTA, sulla base del criterio richiamato dalla circolare nazionale del 5 maggio; La fascia AZZURRA, che indica i Comuni montani a PRIORITA’ MEDIA.

I requisiti, o meglio le criticità, che determinano la suddivisione dei Comuni in due fasce, sono in sintesi legati alla quota, per quella gialla, oltre i 700 metri, oppure tra i 600 e i 699 metri ma a più di 25 minuti di distanza dal più vicino ospedale.

Priorità media per i Comuni soprai500metriotrai400e 499 ma ad oltre 25 minuti da un ospedale.

Per quello che riguarda i vaccini, si tratta di quote aggiuntive di dosi (intorno alle 2.200/2.300 unità al giorno), rispetto a quelle della normale attività di vaccinazione, che è attestata sulle 33.000 dosi inoculate al giorno in tutta la Regione Piemonte e che procederà come programmato.

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