Giorgio Cameli è un affermato dentista romano, nonché un docente universitario del Gemelli, ma “mastica” Arte sin da quando era piccolo.

È anche un collezionista di un certo rilievo, ma guai a chiamarlo “mecenate”.

Ho conosciuto personalmente ‘Nerone’, l’autista del pittore Antonio Ligabue e pittore egli stesso — dice il professionista — Grazie alla città in cui vivo, mi sono inoltre potuto avvicinare alle più celebri opere del genio umano: papà, poi, faceva il guardiano notturno a Castel Sant’Angelo quando ancora si dedicavano mostre ai grandi artisti contemporanei e mi ci portava spesso. Una volta, addirittura, passò la notte a conversare con Renato Guttuso, rimasto a Castel Sant’Angelo perché aveva paura che gli rubassero i quadri esposti. Papà aveva soltanto la seconda elementare, ma mi ha sempre spinto a valorizzare l’Arte e la Cultura in ogni loro forma”.

Su chi sia il suo artista preferito, Cameli non ha tuttavia dubbi: Antonio Nunziante. “Le opere del Maestro Nunziante sono complete, perché aderiscono alle caratteristiche principali dell’essere umano: logica, emozione, sogno — aggiunge il dottor Cameli — I suoi quadri aprono la mente, sono terapeutici, perché curano le ferite dell’anima. L’Arte, la vera Arte ha questo potere quasi taumaturgico e le neuroscienze stanno cominciando a confermarlo”.

Cameli ama talmente tanto l’opera dell’artista giavenese di origine partenopea che ha intenzione di aprire, nella Città Eterna, una sorta di “Nunziante Art Point”, uno spazio espositivo permanente in cui il visitatore possa essere letteralmente immerso nelle opere del Maestro:

“Io, mia figlia Veronica e l’amico Carlo Tini, abbiamo in mente di usare cinque o sei stanze, magari nei dintorni del rione Prati, vicino al Vaticano, e di proiettare in esse (sulle pareti, sul pavimento e sui soffitti) i suoi quadri mentre fluttuano nello spazio, nell’oceano o, perché no?, sulla Luna. Tutti i mesi il tema delle proiezioni cambierebbe, offrendo ai visitatori ogni volta uno spettacolo diverso. Per fare questo abbiamo già preso contatti con la ditta Proietta di Avigliana che ci fornirebbe macchine all’avanguardia per le proiezioni in 4K”.

L’idea sarebbe inoltre quella di inserire tale spazio espositivo all’interno dei principali circuiti turistici di Roma.

Secondo me, uno che viene a Roma per vedere San Pietro e la Cappella Sistina potrebbe benissimo dare un’occhiata anche alle opere di Nunziante. Non ne rimarrebbe deluso”.

Nulla vieterebbe, inoltre, di convertire temporaneamente lo spazio multimediale in un normale luogo destinato alle classiche esposizioni in cui promuovere mostre antologiche del pittore. La speranza, pandemie permettendo, è quella di riuscire ad aprire nel giro di un paio di anni.

Nel frattempo, Cameli si sta dedicando al seguito di “Battito di ciglia”, il suo primo libro, sulla cui copertina campeggerà, manco a dirlo, un’opera del Maestro di Giaveno.

Alberto Tessa

Nella foto: Giorgio Cameli con Antonio Nunziante

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