Interessante è  la leggenda che sta dietro alla nascita dei due laghi di Avigliana: in un tempo lontano, Gesù Cristo volle toccare con mano la cattiveria dell’umanità, così scese nella piana di Avigliana, allora senza laghi, sotto le sembianze di un  povero vagabondo, vecchio, infreddolito e affamato.

Gesù bussò alla porte di molte case, ma ricevette sempre rifiuti: nessuno voleva prendersi cura di un poveraccio, nemmeno per una notte. Alla fine, giunse a una catapecchia, abitata da un’anziana vedova. Questa lo accolse, lo rifocillò dividendo le povere cose che possedeva e gli dette la possibilità di dormire sotto il suo tetto, al caldo.

Nel cuore della notte, un uragano si scatenò su Avigliana e la mattina dopo, il paese era scomparso, sommerso completamente dai due laghi. Nessuna casa fu risparmiata, tranne una, quella che si trovava al centro esatto fra il lago Piccolo e il Grande. Era la casa della vecchia vedova che, senza rendersene conto, aveva dato ospitalità a Cristo, ottenendo in cambio la salvezza dalla furia della natura per lei e per la sua povera abitazione.

Sempre intorno ai laghi aviglianesi circola poi una storiella divertente, forse non del tutto inventata. Si dice che, durante il medioevo, quando era vietatissimo mangiare carne in quaresima, alcuni cittadini avessero trovato il modo di farsi un buon arrosto pur rimanendo formalmente ligi alle regole: bastava buttare nel lago uno o più maiali e poi ripescarli. In quanto presi dal lago, i maiali potevano essere in qualche modo considerati pesci e come tali mangiati legittimamente.

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