La Commissione diocesana per la Pastorale della Famiglia della diocesi di Susa ha organizzato per giovedì 8 e giovedì 15 marzo 2018, alle ore 21.00, presso il salone dell’oratorio parrocchiale di Sant’Antonino di Susa, due serate di approfondimento del cap. VIII dell’Amoris laetitia, l’Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco sull’amore nella famiglia. Sarà presente agli incontri don Mario Aversano, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Famiglia dell’arcidiocesi di Torino, che ci aiuterà a riflettere sulla realtà della famiglia e sul suo fondamento umano e divino, nonché sulla situazione delle coppie e delle famiglie il cui amore è ferito o sofferente. Soprattutto, don Mario ci aiuterà a comprendere cosa significa per la Chiesa e per tutti i suoi membri “mettere al centro l’amore di Dio misericordioso”, e “farsi vicino a chi vive un amore ferito anche attraverso i gesti di prossimità” che, lungi dal “considerare uguali tutte le situazioni, le quali possono anche essere gravi dal punto di vista morale e spirituale”, consenta però di accompagnarlo “sulla via di una sincera conversione” (cfr. Conferenza Episcopale del Piemonte e della Valle d’Aosta, Scheda di presentazione della Nota sull’Amoris laetitia di Papa Francesco, p. 1).

La Chiesa, infatti, è “madre di tutte le famiglie, anche se ferite e fragili” (tema della serata di giovedì 8 marzo) e, in quanto tale, non può venire meno al suo compito di “accogliere, accompagnare, discernere e integrare le famiglie fragili” (tema della serata di giovedì 15 marzo).

È stata la III assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi (tenutasi a Roma dal 5 al 19 ottobre 2014) a ricordarci, nella sua Relatio synodi dal titolo Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione, che «la Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta» (n. 28). Contemporaneamente, papa Francesco, nell’Amoris laetitia ci ha invitato tra le altre cose a riaffermare con forza che «il matrimonio cristiano, riflesso dell’unione tra Cristo e la sua Chiesa, si realizza pienamente nell’unione tra un uomo e una donna, che si donano reciprocamente in un amore esclusivo e nella libera fedeltà, si appartengono fino alla morte e si aprono alla trasmissione della vita, consacrati dal sacramento che conferisce loro la grazia per costituirsi come Chiesa domestica e fermento di vita nuova per la società. Altre forme di unione contraddicono radicalmente questo ideale, mentre alcune lo realizzano almeno in modo parziale e analogo. I Padri sinodali hanno affermato che la Chiesa non manca di valorizzare gli elementi costruttivi in quelle situazioni che non corrispondono ancora o non più al suo insegnamento sul matrimonio» (Amoris laetitia, n. 292).

Sarà quindi interessante sentire da don Mario come concretamente attuare queste indicazioni del magistero episcopale e papale, affinché come credenti in Cristo Gesù possiamo praticare “la carità nella verità”  e dire “la verità nella carità”.

In vista della partecipazione alle due conversazioni di giovedì 8 e giovedì 15 marzo, sarebbe buona cosa aver letto il cap. VIII dell’Amoris laetitia  e la Nota del 16 gennaio 2018 della Conferenza dei Vescovi del Piemonte e Valle d’Aosta sull’Esortazione apostolica Amoris laetitia di Papa Francesco (o almeno la Scheda di presentazione della suddetta Nota, che pubblichiamo in questa pagina).

Per la Commissione famiglia

Diac. Michele Bennardo

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