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Susa

Lettera: “Dal pronto soccorso di Susa mi sarei aspettata un po’ più di educazione”

Pubblichiamo di seguito la lettera di una nostra lettrice che ci racconta un episodio occorso alla madre al pronto soccorso dell’ospedale di Susa.

Sabato 27 agosto, alle ore 11, sono giunta con la mia mamma di 93 anni con il 118 al Pronto Soccorso dell’ospedale di Susa per una sospetta frattura del femore.

Alle ore 13 vengo chiamata per le dimissioni di mia mamma perché, dopo la radiografia, non le è stato riscontrato nessun trauma. Dietro mia insistenza a voler fare qualche altra indagine, viste le urla di mia mamma, mi è stato risposto che avrei gridato anch’io se fossi caduta.

A questo punto mi han detto che le avrebbero fatto una tac dalla quel è emersa una frattura scomposta all’osso pubico anteriore. Poiché non era operabile hanno deciso di dimetterla. Al che io ho chiesto se non la si poteva tenere almeno 24 ore in Pronto per darmi la possibilità di organizzarmi, cercare una sedia a rotelle e tutte l’occorrente per una persona improvvisamente disabile.

La risposta è stata che potevo anche trascinarla con una sedia di casa. Non entro nel merito del mancato ricovero perché non conosco la prassi e la burocrazia, però vorrei dire a quella persona con cui mi sono confrontata che c’è modo e modo di comportarsi e che un po’ di educazione e di umanità non guasta, soprattutto nei confronti di una persona anziana e sofferente.

Lettera firmata

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