Mattia Cardello, giovane portacolori di 25 anni del Valsusa Running Team, è riuscito a portare a termine il suo Everesting, cioè superare il dislivello degli 8848 metri della montagna più alta al mondo, l’Everest, appunto.

Per farlo ha scelto un percorso molto più vicino, quello che da Vaie porta fino alla borgata Folatone, circa 600 metri di dislivello. Lo ha ripetuto ben 16 volte di fila, per un totale di 9709 metri di dislivello, percorrendo 97 km e impiegando 28 ore e 40 minuti

Era partito sabato alle 14.30 dal piazzale della Chiesa di Vaie e ha concluso la sua fatica domenica sera alle 19.

Ci sono stati momenti di crisi, specialmente durante la notte, ma Mattia è riuscito a superarli grazie al sostegno psicologico degli amici che a turno lo hanno accompagnato lungo i tratti del percorso. A sostenerlo c’erano anche i familiari che gli hanno garantito i rifornimenti durante l’impresa.

All’arrivo c’erano tanti amici a festeggiarlo.

Mattia ha concluso la sua avventura con una frase tratta dal film Forrest Gump: “Sono un po’ stanchino, credo che tornerò a casa ora“.

Era un po’ stanco ma sicuramente stava già pensando alla prossima impresa.

Marco Albano

Cardello

Mattia Cardello (al centro) con i suoi familiari

 

 

 

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