Cultura

“L’Inizio”: il nuovo racconto natalizio di Sergio Vigna

La stalla abbandonata in cui da due giorni era nato Gesù, era caldissima di giorno e fredda di notte. Giuseppe cercava in tutti i modi di alleviare i disagi alla povera Maria che, preoccupata per la salute della loro creatura, non abbandonava nemmeno per un momento il neonato.

Dei tre, l’unico allegro era il piccolo Gesù che sorrideva sempre alla mamma, appena questa lo prendeva in braccio.

Il pellegrinaggio dei pastori curiosi stava aumentando e la gente era così numerosa che Maria dovette trattenerli per non affaticare il bambino.

Quella notte, stanchi e frastornati da quello che stava succedendo, sedettero vicini al bue e all’asinello che, da quando era nato il figlio, non si erano più mossi dalla mangiatoia in cui il bimbo dormiva sopra uno strato di paglia.

Dalla nascita avevano deciso che uno di loro, a turno, avrebbe vegliato il sonno di Gesù. La paura di qualche cosa di funesto non li aveva mai abbandonati e, ora che era nato, si era accentuata, ma la stanchezza, le emozioni e il tepore emanato dagli animali ebbero il sopravvento, facendoli addormentare entrambi.

La luna era alta nel cielo stellato e il clima rigido penetrava attraverso le fessure di quel fatiscente ricovero. Nessuno avrebbe pensato che, in una notte così, una vipera della Palestina potesse insinuarsi tra le zampe dei due animali senza allarmarli.

Il viscido essere arrivò alla mangiatoia e, con forza, s’inerpicò arrivando a insinuarsi nella paglia su cui giaceva Gesù.

Inebriato dalla dolcezza del profumo di latte che il bimbo emanava e dalla proverbiale perfidia della sua natura, si stava avvicinando sempre di più al candido visino.

Fu un attimo, ma prima che i denti aguzzi sprofondassero nella tenera carne, gli occhi di Gesù si aprirono di colpo e, senza un pianto o un movimento, il suo sguardo penetrò quello della vipera che, abbagliata da un qualche cosa di divino, indietreggiò sciabolando la lingua biforcuta, furibonda per la sconfitta e sottomessa da quell’inaspettato lampo che non si sarebbe immaginata di ricevere.

Maria percepì in quel momento il pericolo e, alzandosi, scorse la vipera che, frastornata, zizzagava sul pavimento cercando di raggiungere l’uscita. Senza un attimo di esitazione il suo piede si abbatté sulla testa della serpe, schiacciandola inesorabilmente.

Il rumore svegliò Giuseppe di soprassalto. Vide il corpo ormai privo di vita della vipera e d’istinto si avvicinò con Maria alla mangiatoia per verificare che nulla fosse capitato a Gesù. Il bimbo era sveglio e li accolse con un largo sorriso prima di riaddormentarsi sereno, nella sua soprannaturale immortalità.

                                                                                              Sergio Vigna

Sergio Vigna
L’autore tranese Sergio Vigna

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