Immaginate di stare dormendo nel vostro letto, a casa, quando all’improvviso cinque persone incappucciate (scoprirete poi che si tratta di quattro uomini e una donna) fanno irruzione, vi buttano letteralmente giù dal letto e cominciano a picchiarvi selvaggiamente, costringendovi a seguirle verso non si sa bene dove, verso un luogo da cui in tanti non hanno più fatto ritorno.
In estrema sintesi è quanto accaduto nel 2021 ad Amir Mottahedi, classe 2000, studente iraniano di Shahrood, cittadina nel nordest del Paese, che attualmente si divide fra Torino e Giaveno, dove finalmente ha trovato un po’ di tranquillità.
“Sono entrati in casa nostra con le scarpe”, dice Amir, sottolineando come quello sia un gesto di grande scortesia in Iran, un vero e proprio insulto. “Hanno suonato il campanello la mattina presto, dicendo di dover consegnare un pacco; mia madre ha aperto loro la porta, ma il pacco, in realtà, ero io e non dovevo essere consegnato, bensì portato via a suon di botte”.
Servizio su La Valsusa del 15 gennaio.
















