Giaveno

Liste d’attesa, a Giaveno uno sportello aiuta i cittadini a far valere il diritto alle cure

Le liste d’attesa non sono soltanto numeri: dietro ogni prenotazione rimandata di mesi, o addirittura di anni, c’è una persona che aspetta una visita, un esame, una risposta. È partendo da questa consapevolezza che il Partito Democratico del Piemonte ha lanciato, nel febbraio 2025, la campagna “La salute non aspetta”, un’iniziativa pensata per informare i cittadini e sostenerli concretamente nell’attivazione del cosiddetto percorso di tutela, previsto dalla normativa nazionale.

Il riferimento è il Decreto legge 7 giugno 2024, n. 73, che stabilisce come, qualora le Asl non riescano a garantire una prestazione sanitaria nei tempi previsti dalla classe di priorità indicata in ricetta, debbano comunque assicurare la visita o l’esame ricorrendo all’intramoenia, alle prestazioni aggiuntive o al privato accreditato, senza costi aggiuntivi per il cittadino. Nell’area dell’Asl To3 questo diritto può essere esercitato presentando una formale istanza, corredata da prescrizione medica, documentazione che dimostri l’impossibilità di prenotare nei tempi previsti e documento di identità. Una procedura che, però, molti cittadini non conoscono o ritengono inutile. Proprio qui entra in gioco lo sportello di Giaveno.

Il circolo del Partito Democratico di Giaveno ha aderito alla campagna e, dal 20 giugno dello scorso anno, ha avviato uno sportello gratuito di supporto ai cittadini dell’Asl To3 — spiega la segretaria del locale circolo Dem, Vilma Beccaria —. Dopo una specifica formazione, sette volontari affiancano le persone nella compilazione delle istanze e nel rapporto con l’azienda sanitaria. Lo sportello è attivo in via Roma 39, ogni venerdì dalle 9.30 alle 12, oltre ad altri orari su appuntamento”.

I numeri raccontano un’esperienza significativa: al 16 gennaio di quest’anno lo sportello ha effettuato 26 aperture e ha accolto oltre 100 persone. Nel 45% dei casi sono state fornite indicazioni procedurali, mentre 55 istanze formali sono state inviate all’Asl. In assenza di riscontri completi, si stima un esito positivo intorno all’80%. A fare la differenza sono soprattutto i casi concreti. Una visita oculistica con priorità a 30 giorni, prescritta il 1° agosto 2025, risultava impossibile da prenotare tramite Cup. Dopo l’istanza, la visita è stata fissata il 28 agosto a Giaveno. Un’altra cittadina, con prescrizione dermatologica del 5 luglio 2025 e appuntamento assegnato addirittura ad aprile 2026, ha ottenuto la visita il 12 luglio a Collegno. Ancora: un’ecografia con priorità 60 giorni, inizialmente programmata per giugno 2026, è stata anticipata al 9 dicembre 2025 a Rivoli.

Cresce il passaparola: alcuni medici di famiglia informano i pazienti, altri cittadini arrivano allo sportello su consiglio di vicini o commercianti — continua Beccaria —. Non mancano però le voci di scoraggiamento: ‘Tanto non serve a niente, bisogna aspettare o pagare’. A queste persone lo sportello risponde con i fatti, ricordando che rinunciare non è un’opzione per tutti. Secondo i dati Istat, nel 2024 il 9,9% degli italiani ha rinunciato a curarsi a causa delle liste d’attesa, delle difficoltà economiche o della scomodità delle strutture. Un fenomeno in crescita che colpisce soprattutto i più fragili”.

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