Enrico Calamai, lo “Schindler di Buenos Aires”, lo aveva già detto durante l’incontro con gli allievi dell’istituto Pascal, nella mattinata del 3 maggio, poi lo ha ribadito in serata nell’aula del consiglio comunale durante la cerimonia per la nomina a cittadino onorario di Giaveno.

“Viviamo in un’epoca tragica, da dramma elisabettiano, tutto ci sembra normale ma intanto migliaia di persone intorno a noi continuano a morire ogni giorno cercando di raggiungere l’Europa in cerca di una vita dignitosa”.

Per l’ex diplomatico italiano che negli anni Settanta, in Cile prima ed in Argentina poi, si prodigò per salvare la vita a centinaia di persone perseguitate dai regimi dittatoriali al potere in quelle nazioni, la situazione del mondo di oggi è quanto mai chiara e per questo continua a scrivere e a raccontare la sua esperienza di quarant’anni fa.

Articolo completo su La Valsusa del 9 maggio.

Riccardo Salomoni

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