Dopo la Val Sangone, anche la Valle di Susa ha potuto conoscere “Pit-Stop: Early Warning Europe”, un progetto adatto al momento di difficoltà vissuto da piccole e medie imprese in Piemonte e in tutto il Paese. L’incontro, organizzato dal Comune di Sant’Ambrogio in collaborazione con DAI Impresa e l’Unione Industriale di Torino, si è svolto nella cornice del Birrificio San Michele, in un clima informale, rilassato e accompagnato dalle degustazioni delle birre artigianali.

I rappresentanti dell’Unione Industriali Paola Capello, Salvatore Bella, Silvano Berna, Carlotta Ghio hanno presentato il progetto. “Quest’incontro è un’occasione che ho visto utile per le imprese presenti sul territorio di Sant’Ambrogio”, ha introdotto il Sindaco Fracchia, “mi sembrava un’opportunità per aiutarle nell’attuale contesto economico”.

Nel saluto introduttivo, il presidente di DAI Impresa e sindaco di Rubiana, Gianluca Blandino, ha sottolineato quanto sia importante incontrare l’unico partner italiano del progetto europeo, in una rete di 15 partner in tutta l’UE: l’Unione Industriali di Torino. “Partecipare all’incontro e invitare i membri della nostra associazione continua lo spirito alla base di DAI Impresa, quando è nata in Valle di Susa, con l’obiettivo di metterci insieme come amici che possiedono aziende, individuali e non, per evitare di delegare ad altri le scelte che riguardano le nostre attività. Si diventa migliori interlocutori con il pubblico e c’è bisogno di un progetto come questo soprattutto perché gratuito ed utile agli imprenditori per capire e cambiare dove necessario”.

Paola Capello, referente e coordinatrice del progetto per l’Unione Industriali, dodici anni di esperienza in progettazione europea, ha iniziato l’incontro sottolineando che “Le p.m.i. non possono permettersi le grandi società di consulenza e questo progetto offre loro, gratuitamente, consulenze di alta professionalità nei volontari mentori, figure di alto profilo accademico e professionale che dedicano il proprio tempo (dalle 40 alle 60 ore per impresa) per trasmettere conoscenze e suggerire soluzioni aziendali. Dopo un breve colloquio definito check-up ad opera dell’Unione Industriali e la successiva analisi dei bisogni, si sceglie tra i circa 160 mentori, la figura professionale adatta per iniziare la relazione bilaterale professionista volontario-impresa. L’obiettivo”, sottolinea Capello “non è sostituirsi ma aiutare a migliorarsi e a crescere”.

Al termine il volontario mentore stila un report che consegna in azienda con consigli e suggerimenti che gli imprenditori sono liberi di accettare o meno, attraverso uno spirito di “passaggio di conoscenze e metodi di lavoro. La cosa che sorprende di più è che, a volte, piccoli accorgimenti possono incrementare la produttività” conclude Capello.

L’occhio del volontario mentore, sottolinea il dott. Berna. “è capire al primo impatto come stanno le cose e, trovato il problema principale, cercare la «scarpetta adatta al piedino» dell’azienda”. Ad oggi sono state coinvolte circa 135, con 60 casi chiusi, 51 volontari mentori coinvolti e 5 casi presi in carico dall’Unione Industriali La scadenza del progetto è novembre 2019, ma fino a settembre 2019 sarà possibile richiedere queste consulenze contattando i numeri di telefono: 011 5718467- 381 in orario d’ufficio, oppure mandare una mail a: ewe@ui.torino.it.

Cosa serve? Secondo la dottoressa Capello la risposta è semplice: “Forte interesse, grande motivazione e la voglia di rimettersi in gioco come imprenditore per il bene dell’impresa”.

Andrea Andolfatto

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