Cultura

Maria Riva, maestra, infermiera e partigiana, ma soprattutto testimone instancabile della Resistenza

Non amava i riflettori, ma ha dedicato una vita intera a fare luce su una pagina dolorosa e poco conosciuta della Resistenza in Val Sangone.

Maria Riva, maestra elementare e staffetta partigiana della Divisione “Sergio De Vitis”, scomparsa nel 2016 all’età di 91 anni, è stata molto più di una testimone: è stata custode ostinata della memoria, voce delle madri e dei figli senza nome.

Aveva poco più di vent’anni quando, negli ultimi mesi della guerra e subito dopo la Liberazione, si trovò ad accompagnare decine di donne provenienti da tutta Italia fino alla piccola chiesa di San Giuseppe, a Forno di Coazze. Lì, tra il silenzio della montagna e il dolore ancora vivo, erano stati raccolti i corpi dei partigiani uccisi dalla violenza nazifascista e sepolti in fretta nelle borgate della zona.

Resti spesso irriconoscibili, che qualcuno aveva cercato di ricomporre per restituire loro un’identità, una dignità, una storia. Maria Riva era al loro fianco. Guidava quelle madri in un pellegrinaggio straziante, aiutandole a cercare, riconoscere, sperare.

Servizio su La Valsusa del 23 aprile.

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