Cultura

“Martino”: un altro racconto natalizio dell’autore tranese Sergio Vigna

«Perché non metti Gesù bambino nella mangiatoia?» chiese Martino al babbo.

«Perché si mette la notte di Natale quando nasce» rispose.

«Ma io voglio vederlo mentre mi guardo il presepe. Senza di Lui è inutile» protestò Martino.

Il bambino era seduto su una sedia a rotelle e non camminava per una rara malattia che l’aveva costretto così da due anni.

A lui l’albero di Natale non piaceva, solo il presepe lo affascinava e lo emozionava. Anche quell’anno il padre lo aveva fatto un mese prima per dare la possibilità al figlio di goderselo per più tempo e, come l’anno precedente, la richiesta di avere la statuina di Gesù da subito era arrivata puntuale.

«Va bene, lo metto, però non è normale» commentò il babbo.

«Anch’io non lo sono, eppure dovrei» replicò il bimbo con voce triste.

Il viso del papà si trasformò in una smorfia di sofferenza e, lasciando cadere l’argomento, posò la statuina di gesso sulla paglia, cercando di non far vedere la sua pena.

Martino passava ore a fantasticare sui personaggi, gli animali, l’acqua finta e tutta la scenografia, che l’abilità del papà era riuscita a far rivivere sopra un tavolo.

La vigilia del Natale arrivò dopo che Martino aveva trascorso il pomeriggio immerso nelle fantasie che il presepe gli aveva ispirato, certo che in quella notte magica, tutte le statuine di gesso avrebbero preso vita. Quella sera si addormentò felice, non per i regali che avrebbe trovato al mattino, ma per la certezza di poter vedere quanto sperato.

«Martino, Martino, non volevi venire con noi a adorare Gesù?» domandò il pastore aspettando che il bimbo si svegliasse.

«Ma allora è vero! Siete vivi come pensavo! Verrei eccome, ma come faccio, non cammino!» rispose triste il bimbo.

«Alzati e vedrai che le tue gambe funzioneranno benissimo.»

Martino aveva paura, ma tanta era la voglia di andare con loro che scese dal letto e, per miracolo, le gambe lo sostennero.

«Hai visto? dai che la strada è lunga» lo sollecitò il pastore.

Più si avvicinavano alla stalla e più pastori con le loro pecore riempivano i sentieri.

Martino era sereno e, tra un agnello e un cane, seguiva la sua guida.

«Vai, ti aspettano» lo incitò il pastore arrivato alla stalla.

«Voi non entrate?»

«Non possiamo, dobbiamo stare fuori.»

«Vieni, ti porto da Lui» lo invitò Maria prendendolo per mano.

Martino era confuso, ma felice. Quando fu davanti a Gesù, questi gli sorrise, gli prese la mano e gliela strinse.

«Ora lasciamolo riposare, sono contenta che tu sia venuto, Lui ti aspettava» disse Maria mentre lo accompagnava fuori.

«Aspettava proprio me?» domandò stupito Martino.

«Sei l’unico che lo fai nascere un mese prima» spiegò sorridendo Maria.

«Mi scusi, non lo farò più.»

«No, no, hai ragione tu, Lui c’era già molto prima che nascesse.»

Al mattino Martino si svegliò con l’avventura vissuta negli occhi e, incurante dei doni, volle subito farsi portare davanti al presepe per rivivere il suo sogno meraviglioso.

                                                                                                                      Sergio Vigna

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