Massimiliano e Susanna sono due quarantenni di Giaveno, fidanzati da buona parte delle loro giovani vite, sposi da dodici anni, uniti da un amore profondo e una fede incrollabile.

Un cammino come tanti altri, si dirà. Invece no.

Massimiliano Marinello e Susanna De Stefanis, da anni oramai, vivono e lavorano nell’Arsenale della Pace di Torino, nella grande comunità del Sermig, il Servizio Missionario Giovani fondato 55 anni fa da Ernesto Olivero.

La loro è una storia di amore e speranza oltre ogni limite, che trova in un gravissimo incidente stradale la svolta per la rinascita interiore.

È l’8 settembre 2001 quando, alle porte di Giaveno, sulla strada per Trana, i due giovani rimangono stritolati tra le lamiere dell’auto su cui viaggiavano: sono in fin di vita, lei fratture ovunque, lui la spina dorsale spezzata.

La rianimazione, mesi e mesi di ospedale e cure, ma ne escono vivi. Per Massimiliano arriva però una pesante sentenza, di quelle che lasciano senza fiato: paralisi pressoché totale.

Ampio servizio su La Valsusa del 12 dicembre.

Anita Zolfini

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