Non è cambiato niente, neanche nell’era di internet, dominata dalla rete.

Per fare veramente buon giornalismo, si devono consumare le scarpe.

E questo è quanto ha messo in pratica Maurizio Pagliassotti, giornalista del “Manifesto” e residente ad Alpignano, per quanto riguarda la questione dell’emergenza migranti.

È venuto in Val di Susa, ha incontrato le persone, sia i migranti che i tanti volontari che a vario titolo si sono impegnati per salvare vite umane (qui non c’è l’insidioso mare, ma si può morire nella morsa del freddo e della neve cercando di attraversare il confine italo-francese).

Alla fine di questo peregrinare da giornalista, è scaturito un reportage vero e proprio, che si è poi trasformato in un libro, appena pubblicato da Bollati Boringhieri, dal titolo “Ancora dodici chilometri- migranti in fuga sulla rotta alpina”.

Abbiamo contattato Pagliassotti per saperne di più.

Libro Maurizio pagliassotti

La copertina del libro di Maurizio Pagliassotti

“Tanto per cominciare, la Valle di Susa è casa mia. Praticamente ci abito, e della Valle scrivo almeno dal 2004, avendo vissuto e condiviso molte delle cose che vi si agitano, come la protesta contro il Tav. Ma attenzione: questo non è un libro sulla valle, e infatti parlo anche di Ventimiglia, un altro punto cruciale sulla rotta dei migranti, dove opera, ad esempio, un prete colombiano come don Rito“.

Servizio su La Valsusa del 7 novembre.

Giorgio Brezzo

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