Lunedì 6 ottobre, al ristorante Hermitage di Avigliana, si è svolta una conviviale del Rotary Club Susa e Val Susa presieduto da Giovanni Periale che ha avuto come relatore Maurizio Viroli, filosofo e saggista di fama internazionale, autore di numerose opere di teoria politica.
Naturalizzato statunitense, Viroli è professore emerito di Teoria politica alla Princeton University, oltre che ordinario all’Università del Texas ad Austin e all’Università della Svizzera Italiana di Lugano. Durante il settennato del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, ha collaborato con la Presidenza della Repubblica Italiana, mettendo la propria competenza al servizio delle istituzioni.
La sua relazione, dal titolo “La mia America” – ispirata a un celebre brano di Francesco Guccini – ha offerto ai presenti un articolato percorso di riflessione sull’esperienza americana vissuta dal professore a partire dal 1987, anno in cui iniziò la propria attività accademica presso il Department of Politics di Princeton.
Le lezioni americane
“La prima lezione – ha spiegato – è stata comprendere l’importanza del patriottismo, evidente nello spiegamento di bandiere americane. La seconda è imparare a prendere sul serio la vita, a viverla secondo principi. La terza riguarda l’identità: in America non esistono semplicemente ‘americani’, ma italo-americani, afro-americani, nativi-americani. L’identità sta nella parte sinistra del trattino; essere americano significa accettare la Costituzione e la Dichiarazione di indipendenza”.
“La quarta lezione – ha proseguito – è il ruolo della religione: gli Stati Uniti sono uno dei Paesi più religiosi dell’Occidente proprio perché la religione, priva di potere politico diretto, è libera. La quinta è imparare a vivere in una società multiculturale, dove viene riconosciuto il valore delle comunità e vengono favoriti i giovani appartenenti a gruppi storicamente svantaggiati, cosa che spesso genera risentimento tra i bianchi. La sesta lezione riguarda l’etica universitaria: gli studenti sottoscrivono un codice d’onore. L’ultima è legata al mondo del lavoro, dove il salario individuale rappresenta un incentivo a dare il meglio di sé. Il compito dei professori – ha aggiunto – è aiutare gli studenti a credere nelle proprie idee, ad approfondirle e ad ascoltare chi la pensa diversamente”.
Nella parte conclusiva della relazione, il professore ha espresso anche una nota di preoccupazione per l’evoluzione della società americana contemporanea: “Oggi mi spaventa vedere un Paese in cui si è sempre connessi, ma profondamente soli”.
Sara Ghiotto















