Non si placa l’emergenza in Africa sud-orientale dopo la devastazione causata dal ciclone Idai che ha attraversato Mozambico, Zimbabwe, Malawi nella notte tra il 14 e il 15 marzo e ha provocato oltre un milione e mezzo di sfollati e 468 morti. Oltre 91.000 case sono state distrutte o gravemente danneggiate e 500.000 ettari di terreno agricolo sono andati persi.

Nel solo Mozambico la gente è costretta a vivere tra acque putride e senza un tetto sulla testa. Qui il colera sta già mietendo ulteriori vittime facendo salire la quota dei decessi a quasi 500.

La Regione Piemonte ha messo a disposizione la struttura Maxiemergenza del 118 dopo la richiesta formale di aiuto giunta dal governo del Mozambico.

L’allestimento del modulo è iniziato il 21 marzo e sabato 23, su aerei dell’Aeronautica militare è partito alla volta dell’Africa.

Il team è composto da 48 medici, con diverse specializzazioni, infermieri delle aziende sanitarie ed ospedaliere piemontesi e da sette tecnici del Coordinamento del volontariato di Protezione Civile del Piemonte, due elettricisti, due idraulici e tre logistici.

Del team fa parte personale altamente specializzato e formato. Tra di loro c’è anche l’almesina Monica Suppo, medico chirurgo presso l’ospedale Martini di Torino, che già in passato aveva partecipato a progetti di supporto ai medici africani. Questa però è la sua prima volta in una missione d’emergenza.

Articolo completo su La Valsusa del 4 aprile.

Anna Olivero

Monica Suppo

La dottoressa Monica Suppo

© Riproduzione riservata