Meno dirette facebook e più assistenza concreta agli operatori.  E’ il messaggio che i responsabili regionali del Partito Democratico Paolo Furia e Monica Canalis rivolgono al presidente della Regione Cirio e all’assessore alla sanità Icardi.

Finora – dicono il segretario e la vice segretaria piemontesi del Pd – non abbiamo fatto alcuna polemica perché in questa fase di emergenza sanitaria le forze politiche devono mostrare la massima unità e senso di responsabilità. Abbiamo ricevuto in queste settimane numerose segnalazioni di problemi nella gestione regionale ma la nostra scelta è stata di rappresentare queste difficoltà in forma riservata”.

Solo che da qualche giorno, dicono Furia e Canalis, “la cortesia non è ricambiata dai vertici della Giunta Regionale. Se Cirio e Icardi continuano ad attaccare ogni giorno il Governo, allora è bene che rispondano ad una domanda: perché le mascherine non le compra la Regione? Le forniture sanitarie sono un compito delle Regioni. Abbiamo una centrale d’acquisto regionale, la SCR. Cirio e Icardi ci dicano quanti bandi per mascherine sono stati fatti da SCR e dalle singole ASL da febbraio, quando era evidente che il virus sarebbe arrivato anche in Piemonte. Vogliamo che sia reso noto il piano acquisti della Regione”.

Altro affondo: “Ricordiamo che la Lega ha votato contro il referendum del 2016, che tra le altre cose riportava competenze allo Stato. Insomma, vogliono più autonomia per le Regioni, ma poi quando si tratta di agire di fronte alla prima difficoltà danno la colpa a Roma”-

Ma per Furia e Canalis la cosa grave é che “gli operatori sanitari e sociali sono al fronte e la Regione li sta lasciando senza dispositivi di protezione e senza tamponi per verificare se hanno contratto la malattia, mentre altre Regioni, ad esempio la Toscana, hanno attivato un efficiente piano di distribuzione massiva di mascherine a ospedali, medici di medicina generale, farmacisti, OSS territoriali, Comuni, Consorzi socio assistenziali, mondo del Volontariato ed enti del Terzo Settore. Tutti i servizi essenziali di contatto con la persona rappresentano un presidio sanitario e devono essere dotati di protezione”.

Raccomandazione finale: “Oggi – affermano Furia e Canalis – servono un po’ meno dirette facebook, meno polemiche col Governo e minacce di denunce alla Magistratura e un po’ più di organizzazione concreta e di attività di coordinamento per il nostro Piemonte”.

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