Quando prendeva la bacchetta, tutti i musicisti della Società Filarmonica Santa Cecilia dovevano essere pronti a seguirla nella direzione dei brani. È questo ciò che fa un maestro: creare la migliore alchimia in un insieme eterogeneo di elementi. Michela Versino ha però deciso di lasciare a inizio anno la direzione della Società Filarmonica Santa Cecilia.

Dopo l’inaspettata scomparsa di Giovanni Votta in una giornata di ottobre del 2014, che per oltre 30 anni aveva diretto la filarmonica, Versino aveva assunto il difficile ruolo di maestro. Il primo concerto con lei alla direzione è stato a Natale del 2014, poi altri concerti tra feste patronali e altrettante edizioni natalizie, fino allo speciale concerto del quarantesimo anno di rifondazione della Società, per arrivare all’ultimo di Natale 2018.

Michela Versino è nata il 14 gennaio 1982, a Torino, e ha sempre vissuto fin da bambina a Villar Focchiardo. Mentre frequentava le superiori, all’Itcg “Galileo Galilei” di Avigliana, in cui si è diplomata geometra nel 2001, ha iniziato a frequentare il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino in cui si è diplomata in trombone con il massimo dei voti nel 2004 e successivamente nel biennio superiore. La passione per la musica è nata da ragazzina, grazie soprattutto a Giovanni Votta, suo primo insegnante, da quando ha preso il trombone senza più mollarlo.

Si nota, infatti, il suo rammarico nella decisione di lasciare la banda. “Mi dispiace lasciare la direzione della Banda – commenta commossa Versino – È stato il luogo dove la mia passione per la musica è iniziata, grazie a Giovanni, prima come insegnante e poi come amico, che mi ha sempre supportata e spinta, vedendo in me cose di cui io non ero consapevole. Ma in questo momento sento la necessità di dedicarmi ad altri obiettivi che finora, per mancanza di tempo, ho dovuto accantonare”.

Oltre alla Banda di Sant’Antonino e a quella di Villar Focchiardo, le formazioni in cui suona di più, collabora con altre bande valsusine e non. Ma anche orchestre sinfoniche, formazioni da camera e gruppi di musica antica si annoverano nelle partecipazioni di Versino, come la “Stefano Tempia” di Torino e la Camerata Ducale di Vercelli. Poco prima di iniziare a dirigere la Società Filarmonica di Sant’Antonino, ha cominciato un corso di direzione biennale a Saint-Vincent, seguita dal maestro Ferrer Ferran, conosciuto in Val di Susa per avere partecipato, in qualità di direttore artistico, a diversi campus musicali.

Nella musica ha trovato poi anche la sua passione per l’insegnamento (da oltre 15 anni insegna trombone ed euphonium), anche nella scuola: infatti, dopo un primo periodo di praticantato da geometra, Versino ha cominciato ad insegnare musica nelle scuole medie, prima come supplente e da due anni invece come insegnante di ruolo.

Nonostante la sua diversa sensibilità musicale rispetto a quella di Giovanni, Michela Versino è riuscita a portare avanti la Banda in questi quattro anni. “Sono contenta – aggiunge Versino – di aver conosciuto meglio i componenti della banda, con cui prima avevo poche relazioni. Lascio la direzione con una bella esperienza sia dal punto di vista musicale che umano. Per questo ringrazio la banda e i direttivi che mi hanno sostenuto”.

Andrea Diatribe

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