Cultura

“Miss Charlotte”, nell’ultimo volo sul Gran Mioul, una storia di sacrificio

L'equipaggio del B17 "Miss Charlotte" foto storica
L’equipaggio del B17 “Miss Charlotte”

A Sauze di Cesana il ricordo del 10 settembre 1944 e dei nove avieri caduti

E’ il 10 settembre 1944, tutta l’Europa è in guerra.
Nella notte si sentono molti aerei che passano, solitamente sono bombardieri, inglesi ed americani. Alcuni hanno missioni particolari, trasportano aiuti, per chi combatte contro i Nazisti.
Uno di questi aerei vola attraverso le montagne piemontesi, ha come destinazione la valle Pesio, ed è carico di rifornimenti per i Partigiani.
Partito da Algeri, giunge sulle Alpi, ma per le condizioni meteorologiche avverse sbaglia rotta e sparisce.

A Sestriere, il capitano della milizia sente il rumore di un aereo, vola da solo, ma nella tormenta di neve non è chiaro il suo percorso, gira, gira e poi si allontana, fino a quando si sente un forte boato in direzione della valle Argentera.

C’è un legame tra i due fatti?
La vicenda si chiarirà nel tempo, in diverse fasi in realtà e si parte dalla Francia
A Grasse, nelle alpi marittime, c’è un’associazione, la “Aéro-Re.L.I.C.”, (Recherche, Localisation et Identification de Crashes), con il presidente Philippe Castellano e il suo vice Christian Vigne. Un gruppo di appassionati che si occupa di: ricerca, localizzazione e identificazione dei siti di incidenti aerei della seconda guerra mondiale nel quartiere sud-orientale della Francia, dalla valle del Rodano alle Alpi franco-italiane (compreso il Piemonte), nonché nel settore marittimo provenzale (diversi membri dell’associazione sono subacquei dilettanti o professionisti).

Nelle loro ricerche, riuscirono a ricostruire la storia di quella missione e degli sfortunati protagonisti, quindi a ritrovarne i resti, in valle Argentera, lontani dall’obiettivo della valle Pesio, come confermò Castellano: “48 anni dopo (12 luglio 1992) il nostro team avvistò i resti del quadrimotore ancora fissati sulla parete rocciosa, sul lato nord del Gran Mioul, ampiamente disseminati tra la sommità del ghiaione roccioso (3000 metri sopra livello del mare), fino ai piedi, più di 1500 metri più in basso”.

La storia
L’aereo era il B17, una delle fortezze volanti americane (numero di serie 42-30500), appartenente all’855 gruppo bombardieri dell’USAF, soprannominato “Miss Charlotte”, a bordo aveva un equipaggio di 9 membri: il pilota John R. Meyers, il Copilota Darl J. Heffelbower, il navigatore Ian S. Raeburn, Bombardiere Raymond L. Wilson, l’operatore Radio Ernest G. Kolln, e gli addetti alle mitragliere Donald C. Pullis, Robert B. Lloyd, Louis H. Simpson e Walter H. Bildstein.

La missione era di fare un aviolancio di materiali (viveri, armi e munizioni) per i Partigiani che agivano nel cuneese.

Miss Charlotte a causa di una tempesta di neve aveva perso la rotta, già dalla virata sulla costa ligure, spostandosi troppo verso nord-ovest rispetto alle valli di Cuneo.
Era riuscito a infilarsi nella valle Argentera attraverso il Passo di Frappier (2891 mt.) e, soprattutto, a evitare miracolosamente il Gran Queyron (3060 mt.) a sinistra e la cima Frappier (3030 mt.) e arrivare sopra Sestriere.
Lì il comandante si era reso conto di aver sbagliato rotta e presumibilmente decise di tornare ad Algeri facendo rotta a sud/sud ovest, pensando di essere a una altezza sufficiente per superare lo spartiacque della valle Argentera, il piano di volo pare prevedesse cime non oltre i 2000 mt, invece, si andò a schiantare sulla cresta che porta al Gran Mioul (2995 mt) esplodendo, tra le rocce che dividono le due biforcazioni della valle Argentera – la Valle del Gran Mioul e la Valle Lunga.
Per i nove uomini dell’equipaggio non ci fu scampo.

Il primo ad accorgersi di quello che era successo fu il capitano della milizia Vittorio Bianco, stanziato a Sestriere, che in quella notte di neve e nebbia sentì dapprima il rombo dell’aereo che sorvolava Sestriere, che riprendeva la rotta verso sud e poi l’esplosione. Fece rapporto, ma finì tutto lì, al momento.
L’anno successivo, siamo nell’estate del 1945, lo stesso Bianco condusse alcuni ufficiali americani in valle Argentera, trovarono il luogo dello schianto e i resti di alcuni uomini dell’equipaggio, che furono tumulati a Sauze di Cesana e poi, a guerra finita, raccolti da due ufficiali americani e sepolti prima in un cimitero militare americano presso Pisa e, infine, dopo due anni trasferiti negli Stati Uniti.

Le successive ricerche del team di Philippe Castellano, nel ’92, confermarono l’identificazione grazie a diversi oggetti rinvenuti, in particolare il “mae west”, il giubbotto di salvataggio, di John R. Meyers, il pilota di Miss Charlotte.
A ricordo, nel ’93, fu posta una targa, su un muro della bergeria sottostante, in occasione della visita in loco delle sorelle dell’operatore radio Ernest G. Kolln.

La cerimonia per il “Miss Charlotte” nel 2014

70 anni dopo
14 settembre 2014, sono passati 70 anni dall’incidente aereo, ma è l’occasione per organizzare un ricordo dell’evento e dei giovani aviatori caduti. Così alla presenza degli Amministratori comunali di Sauze di Cesana, dell’ambasciatore americano in Italia, di Carabinieri, Finanza, Polizia di Stato ed Esercito con i Comandanti del territorio, l’ANA e naturalmente l’Aèro Re L.I.C. si è svolta una solenne cerimonia, un saluto a “coloro che sacrificarono le proprie vite per la libertà degli altri”.
Durante la cerimonia venne espresso il progetto di realizzare un monumento da installare sul luogo preciso in cui cadde l’aereo, sarà eretto l’anno successivo e nel 2016 arricchito di una scultura in alluminio recante 9 sagome vuote, a simboleggiare gli aviatori caduti.
L’opera, era stata creata con il contributo del professor Raffaele Mondazzi, docente e scultore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino (mancato nel 2019) dagli studenti dell’International School of Turin.

Oggi anche il percorso del sentiero che porta dalla strada fino al monumento è stato ripulito e tracciato (un aereo stilizzato dipinto sui sassi), che ricordiamo è sito in montagna a quasi 3000 metri di quota.

Nel 2017 la vicenda è stata raccontata in un coinvolgente docufilm, curato da Alessandro Battaglino, realizzato con Giorgio Perno e Angelo Chionna e dedicato anche a Margherita Beria, tragicamente scomparsa sullo Chaberton alcuni anni fa’, ma che fu tra i promotori della celebrazione e costruttori del monumento, il film è visibile sulla piattaforma “youtube” cercando “miss charlotte valle argentera”.

Dal 2014 ogni anno si è ripetuta la commemorazione, normalmente al pian della Milizia, a 2100 metri di quota, al fondo della valle Argentera ed ai piedi del Gran Mioul, è diventato un appuntamento importante e prosegue quest’anno per i 78 anni dall’incidente che ha però segnato un ricordo indelebile verso coloro che combatterono per la libertà.

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La cerimonia del 2022

Vito Aloisio

Per chi volesse vedere il film dedicato al “Miss Charlotte” cliccare qui

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