Si è tenuta sabato 20 ottobre, alle ore 21, al Santuario della Madonna del Rocciamelone a Mompantero, la Veglia diocesana per la 92ª Giornata Missionaria Mondiale.

Un centinaio di fedeli si è ritrovato a pregare con il vescovo, mons. Alfonso Badini Confalonieri, con diversi sacerdoti e con le rappresentanti delle diverse comunità religiose femminili della Valsusa (Suore di san Giuseppe, Suore Francescane Missionarie di Susa, Piccole ausiliatrici del Clero).

Le novizie delle Suore Missionarie della Consolata di Caprie, insieme al gruppo di animazione liturgica di Cristiano Pasqualotto, hanno ravvivato la celebrazione con bellissimi canti.  Il tema della serata, motivo di riflessione e preghiera, era riassunto dal motto: “Giovani per il Vangelo”. E un bel gruppo di giovani delle nostre parrocchie ha risposto all’invito rivolto loro dalle pagine del settimanale diocesano La Valsusa a partecipare a questo momento importante della vita di fede della nostra diocesi.

Durante la veglia siamo stati incoraggiati dal profeta Geremia a non aver paura di portare la Parola di Dio perché Egli è con noi, ci protegge e vigila affinché essa si realizzi (cf. Ger 1,4-12); e il Vangelo di Giovanni ci ha ricordato, mediante l’immagine della vite e dei tralci, l’importanza e la necessità per tutti i cristiani di rimanere uniti a Gesù, perché solo così possiamo “portare frutto” e diventare suoi discepoli, con la certezza che non siamo stati noi a scegliere Lui ma Lui ha scelto noi e ci ha fatto dono dello spirito di verità, il Paràclito (cf. Gv 15,1-27).

Abbiamo anche sentito due belle testimonianze. La prima è stata quella di Cecilia Reyneri, una giovane animatrice della Parrocchia di Villar Focchiardo che questa estate durante tutto il mese di Agosto ha trascorso un periodo all’Allamano Boys and Girls Centre di Meru in Kenya, un centro per bambini di strada gestito dalle Suore Missionarie della Consolata. Cecilia ci ha confessato che all’inizio era timorosa, ma poi l’incontro con quei ragazzi e quelle ragazze, la cui vita non scorre nell’agio come la nostra, ha fatto dissolvere le paure e le preoccupazioni.

Tra le tante cose che l’hanno colpita, Cecilia ha voluto sottolineare: l’assoluta mancanza in loro, che sono orfani e non hanno nulla, di qualsiasi lamentela o recriminazione per la situazione in cui si trovano; la gioia ed il sorriso che si potevano leggere sui loro volti per tutte le attività in cui erano coinvolti e le piccole attenzioni che ricevevano. La seconda testimonianza è stata tratta dal n. 10 della rivista Popoli e Missioni del 2017. Una giovane di nome Magda raccontava la sua breve esperienza presso la Missione di Gramsh, in Albania, gestita dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Anche lei confessava la preoccupazione che prima della partenza l’assillava: cosa dovrò fare in quella realtà dove Dio non è conosciuto perché una lunga dittatura le ha impedito di praticare qualsiasi forma di religione? Ma una volta arrivata, Magda ha capito che doveva semplicemente mettersi a disposizione e lasciarsi guidare dalla mano del Signore. Ha potuto sperimentare cosa vuol dire essere missionari che, come suor Vida, contano solo sull’aiuto del Signore e per questo sanno affrontare impervi sentieri di montagna con ai piedi delle semplici ciabattine infradito per raggiungere le famiglie più povere e portare loro cibo, coperte, medicine.

Alla luce di queste testimonianze e dei brani della Sacra Scrittura che abbiamo ascoltato, il nostro vescovo, mons. Alfonso, ci ha aiutato ha riflettere sul significato dell’essere Chiesa e missionari nella società odierna. Un compito che il Signore ci chiama a svolgere dappertutto, nel nostro come negli altri paesi. Un compito che non è riservato solo ai religiosi e ai ministri ordinati, ma anche a tutti i laici e, in particolare, ai giovani. Sono essi che oggi più che mai devono acquisire la consapevolezza della chiamata che il Signore rivolge loro ad essere missionari, prima di tutto là dove si ritrovano a vivere quotidianamente (nelle scuole, nei luoghi di divertimento e di lavoro, nelle strade, nei giardini, nelle parrocchie, ecc.), in famiglia e con gli amici. Il Signore ha bisogno di loro, del loro entusiasmo, della loro allegria, della loro esuberanza, della loro capacità di ascolto e di vicinanza fattiva per annunciare a tutti la Bella Notizia dell’amore di Dio per l’umanità e della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte.

Mons. Alfonso ha quindi consegnato il mandato missionario e la croce ai giovani presenti e a tutti i partecipanti alla veglia. Il canto a Maria, Regina e Madre della Chiesa ha concluso la veglia, per il cui buon esito non posso che ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e che in modi diversi ma altrettanto importanti hanno dato il loro contributo: Sua Eccellenza mons. Alfonso, don Remigio, che ha messo a disposizione il Santuario, i membri della Commissione Missionaria Diocesana e della Commissione di pastorale vocazionale, il Gruppo Missionario di Rubiana, il gruppo di animazione liturgica di Cristiano Pasqualotto, le novizie delle Suore Missionarie della Consolata, il nostro seminarista Matteo Anselmetti, Cecilia Reyneri e i suoi genitori, Patrizia e Fabrizio Bronuzzi e, infine, la mia famiglia (in particolare mio figlio Francesco, mia moglie Giuliana e mio fratello Alberico). L’appuntamento è per tutti a ottobre 2019, per celebrare con rinnovato entusiasmo la 93ª Giornata Missionaria Mondiale che avrà come tema: “Battezzati e inviati. La Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Nel frattempo, per prepararci degnamente e attualizzare l’invito di papa Francesco, operiamo affinché il Vangelo della vita e dell’amore di Dio in Cristo Gesù giunga, con l’aiuto dello Spirito Santo, fino agli estremi confini della terra.

Il Direttore del CMD

Diac. Michele Bennardo

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