La notizia è di questo pomeriggio, lunedì 26 gennaio.
Alla vigilia della Giornata della Memoria, si è spento Giorgio Vigna, 98 anni (a destra nella foto), ultimo partigiano vivente della leggendaria Brigata Stellina della Val di Susa, residente a Mompantero.
Nato il 22 maggio 1927 a Mompantero, con il nome di battaglia “Giorgio III” militò nella 4ª Divisione Giustizia e Libertà “Stellina”, 36ª Compagnia. Partecipò alla battaglia delle Grange Sevine nell’agosto 1944, dove i partigiani guidati dal comandante Giulio Bolaffi “Aldo Laghi” sconfissero due compagnie di SS e fascisti, facendo prigionieri numerosi militari nemici.
La giovane età non gli impedì di assumere responsabilità, svolgendo servizi di pattuglia, collegamento e presidio nei punti strategici della valle.
Con la Liberazione Vigna tornò alla vita civile a Mompantero, dedicandosi al lavoro e alla famiglia, senza rivendicare ruoli di primo piano ma mantenendo un forte senso di responsabilità verso la comunità.
Nelle sue testimonianze Vigna ricordava i compagni caduti, come Tullio Sibille, ucciso nel luglio 1944, e la durezza dei combattimenti in quota, tra fame, freddo e rastrellamenti continui.
Nel corso dei decenni ha partecipato alle ricorrenze del 25 aprile a Susa e in valle, alle celebrazioni al Rocciamelone e alle iniziative promosse dalle associazioni partigiane, divenendo progressivamente “il” testimone della Brigata Stellina.
Nel 2022 il Comune di Mompantero gli ha dedicato una panchina commemorativa, segno del legame profondo tra la sua storia personale e il paese.
Negli ultimi anni Giorgio Vigna ha intensificato gli incontri con scuole, gruppi giovanili e associazioni, raccontando la scelta di salire in montagna e il significato della libertà conquistata.
Nel 2025, a 98 anni, ha ancora accolto i bambini di Mompantero e Venaus, rispondendo alle loro domande e insistendo sulla necessità di difendere la democrazia ogni giorno. La sua storia è stata raccolta anche nel progetto “Noi, partigiani – Memoriale della Resistenza italiana”, curato da Gad Lerner e Laura Gnocchi, che ne conserva voce e ricordi La sua morte, a pochi giorni dalla Giornata della Memoria, segna la scomparsa di una delle ultime voci in grado di testimoniare in prima persona gli avvenimenti della Resistenza valsusina, Vigna lascia però un’eredità morale di sobrietà, coerenza e disponibilità al dialogo con i più giovani. Le istituzioni e le comunità della Valle di Susa lo ricordano come un testimone prezioso della Brigata Stellina e del comando “Aldo Laghi”, capace di trasformare la propria esperienza di guerra in un invito alla pace e alla responsabilità civile.”
Non è solo la Valle di Susa a piangerlo”, commenta il vicesindaco della Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo, ricordando la tempra di Vigna nel narrare l’impegno accanto a Bolaffi.
















